Economia domestica: nelle famiglie sale il ricorso al credito al consumo
Gli italiani sono costantemente a caccia di risorse aggiuntive per compensare i budget “ristretti” e la costante crescita della spesa: questa la fotografia scattata dal Rapporto Censis sulle famiglie italiane che mette in evidenza come il ricorso al credito al consumo sia passato da 48 miliardi circa di euro del 2002 ad oltre 85,6 miliardi di euro del 2006, con un incre-mento del +78%.
I dati che emergono dal rapporto sono preoccupanti: ci stiamo avvicinando sempre più al modello americano – spendere…spendere…spendere… anche se non puoi – e stiamo dimenticano le nostre tradizioni, fatte di sacrifici e di restrizioni.
Certo, non è facile resistere alle tentazioni che il mercato ci offre – cellulari, Pi e televisioni di ultima generazione, per non parlare poi di auto e case – con la possibilità dei finanziamenti crediamo che qualsiasi bene sia alla nostra portata e non ci rendiamo conto che forse alcuni acquisti non possono (purtroppo) rientrare nelle nostre capacità finanziarie.
Allora via con i nuovi strumenti di debito: il 2006 è stato il boom delle carte plastificate
- +11% per le revolving cards
- +36% per le prepagate con oltre 35 milioni di operazioni e +75% rispetto al 2005
L’acquisto a rate è praticato dal 35% delle famiglie (in base al rapporto - per oltre il 45% di loro è la chiave per l'accesso a prodotti che altrimenti non si potrebbero permettere).
In base al rapporto le famiglie insolventi sono l'1,7% (il 4,1% al Centro) e le famiglie che hanno dichiarato difficoltà nel far fronte alle rate è il 6,3% (l'8% al Sud-Isole).
La fetta maggiore delle nostre rate va per l’acquisto della casa: circa 2,4 milioni di famiglie hanno un mutuo a carico che comporta un esborso medio annuo di 5,5 mila euro pari a circa il 14% della propria spesa.
Per oltre 622 mila famiglie con una spesa media mensile fino a 2 mila euro il peso del mutuo sale a quasi il 27% della propria spesa totale e per i single giovani al 19,2%.