Economia domestica: nuovi rincari per la benzina. Servono soluzioni
Siamo veramente stanchi: ora basta con i soliti aumenti sui carburanti ad ogni rialzo del prezzo del petrolio che non si traduce mai in riduzioni quando il petrolio varia al ribasso.
In questi giorni il prezzo del greggio sui mercati internazionali è tornato sopra la quota dei 97 dollari al barile, ed i petrolieri hanno preso la palla al balzo ritoccando all’insù i prezzi dei carburanti che hanno così ripreso la loro corsa portandosi su nuovi massimi.
Ma quando il greggio scende cosa succede? Niente, per diverse settimane il petrolio ha viaggiato sotto quota 90 dollari al barile, ma nessuno ne ha parlato, nessun petroliere ha tagliato i prezzi – tutti – hanno fatto “orecchie da mercate”.
Gli aumenti ci sono su tutte le società: dall’Agip, all’Api-Ip, Erg, la Esso e la Tamoil. I rincari variano – per la benzina - da un minimo di 1 centesimo fino ad arrivare a 1,9 centesimi di euro al litro sfiorando così la quota 1,400 e/l; mentre per il diesel, l'aumento supera i 2 centesimi di euro a litro, riportando il gasolio a quota a 1,320 e/l.
Se facciamo due conti al portafoglio, questa nuovo rialzo ci costerà - per un pieno di benzina ad un auto di medio-alta cilindrata – circa 1,5 euro in più rispetto all'inizio di febbraio con un rincaro di circa 3 centesimi al litro nelle ultime settimane. Se la vostra auto è a gasolio, il rincaro dell'ultimo mese è ancora più consistente: quasi 2 euro in più con il diesel che nelle ultime settimane ha guadagnato circa 4 centesimi al litro.
A conti fatti, i carburanti hanno registrano nell’ultimo anno, un passo di aumento ben più veloce dell'inflazione: per la benzina (1,213 euro al litro nel febbraio 2007) si registra infatti un rincaro di circa il 15% (oltre 5 volte più alto dell'inflazione). Ancora più forte la corsa del diesel: per un litro di gasolio un anno fa erano necessari 1,098 euro al litro contro gli attuali 1,320 euro ( 20% - pari ad oltre 6 volte il tasso del carovita).
Aumenti che per gli automobilisti si traducono in quasi 10 euro a pieno per la benzina e di oltre 11 euro per ogni rifornimento completo di gasolio. Una ''mazzata'' da 150 euro l'anno a carico delle famiglie italiane solo per la voce carburanti – e non finisce qui: infatti, come ribadiscono le associazioni dei consumatori, il rischio concreto è quello di ripercussioni pesanti sui prezzi dei prodotti alimentari che viaggiano su ruote, che potrebbero risentire dei maggiori costi di trasporto.
LA RICETTA DELL’ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI
Ecco alcune idee delle associazioni dei consumatori per ridurre il prezzo dei carburanti
- Riorganizzazione e razionalizzazione dell'intera rete, superando le concentrazioni di distributori in un'unica piazza (risparmio stimato: circa 6 centesimi)
- Apertura negli ipermercati di distributori di carburante (risparmio stimato: circa 7-8 centesimi)
- Cancellazione degli inutili gadget, o loro trasformazione in sconti o buoni benzina (risparmio stimato: circa 1,5 centesimi)
- Arricchire tutti i punti di rifornimento del sistema self-service ed innovarlo attraverso il mantenimento del prezzo relativo dopo l'orario di chiusura con il sistema di tele-controllo. (risparmio stimato: circa 3 centesimi)
- Modernizzare tutti i distributori con le gradualità necessarie, da vendite solo oil a vendite oil-non-oil (risparmio stimato: circa 6-7 centesimi)