Economia domestica: pasta a peso d’oro. Rincari record per lo spago nazionale
Sedersi a tavola a mangiare un bel piatto di pasta al pomodoro è diventato un vero e proprio lusso: in base ai dati del Tesoro infatti, i prezzi del simbolo della cucina italiana volano alle stelle.
Nei primi sei mesi dell'anno i prezzi della pasta hanno messo a segno un rincaro del 30,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Vale a dire il secondo maggior rincaro registrato nel primo semestre dell'anno dei beni primari rispetto al 1° sem. del 2007.
Più veloce della pasta c’è infatti solo l'aumento del gasolio che, spinto dalle fiammate petrolifere, ha segnato un +31,9% (dato in linea con il +31,4% fotografato dall'Istat a luglio), mentre il piatto di spaghetti è aumentato molto di più anche del prezzo della benzina (+24,5%).
LA MAPPA DEL CARO PASTA
Come spesso accade per molti beni alimentari la mappa del “caro spago” mostra un forte divario, a livello regionale, con prezzi spesso oltre il doppio tra una città e l'altra dello stivale.
La regina del del caro-pastasciutta è Aosta: nella città un chilogrammo di pasta di semola di grano duro tocca massimi di 4,8 euro.
Al secondo posto, non poteva che esserci Milano con 3,60 euro al chilo, seguita poi da Firenze-Torino-Bolzano, piazzate a pari merito al terzo posto con un prezzo di 3,4 euro.
Non va meglio al sud: fatta eccezione per Potenza (1,60 euro) e Bari (2 euro) Napoli mostra un prezzo massimo di 2,50, Reggio Calabria si attesta a 2,46, Palermo a 2,20, mentre la capitale registra un prezzo massimo di 2,40 euro al chilo.
La città più conveniente? Rovigo, dove per un chilo di pasta si paga “solo” 1,58 euro.
20 / 08 / 2008