Economia domestica: per Natale spenderemo oltre 200 euro solo per pranzi e cenoni Per imbandire le tavole di Natale ogni famiglia italiana spenderà in media, 225 euro: la statistica arriva dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che evidenzia come il settore non risentirà dalla crisi, anzi il trend non dovrebbe discostarsi di molto da quello registrato nel 2008.
A tavola, sia per il cenone della vigilia che per il pranzo di Natale, vincerà ancora una volta la tradizione e le preferenze andranno anche quest'anno per i prodotti "made in Italy", ovviamente con grande oculatezza nella spesa. Non ci saranno, quindi, acquisti folli. Salmone, ostriche, caviale e frutta esotica ancora una volta con il contagocce. E lo spumante anche in questa occasione trionferà sullo champagne.
A trionfare sulle nostre tavole saranno, dunque, le produzioni nazionali. E la spesa alimentare delle feste natalizie sara' cosi' ripartita: carni e insaccati (18,5 per cento del totale), pesce (11,8 per cento), pane e cerali (14,6 per cento), latte, formaggi e uova (13,1 per cento), frutta e ortaggi (15,2 per cento), vini e spumanti (14,2 per cento), dolci (12,6 per cento).
Dalle stime si ricava che -sottolinea la Cia- gli italiani, sempre piu' attenti ai conti, proprio a causa di una precaria situazione economica, indirizzeranno i loro acquisti verso prodotti enogastronomici piu' abbordabili sotto l'aspetto economico.
Pochi, quindi, i cibi di "fascia alta". Si guardera', invece, molto al prodotto tipico legato al territorio. Andranno abbastanza bene -segnala l'indagine della Cia- gli acquisti di dolci (piu' 1,2 per cento), di frutta, sia fresca che secca, e di verdure (piu' 1,3 per cento).
In picchiata, a contrario, i consumi di frutta esotica (tanto ricercata negli anni passati): ananas, avocado, banana, mango. Prodotti che dovrebbero avere una diminuzione superiore al 20 per cento. In risalita anche i consumi di pane e pasta (rispettivamente, 0,8 e 0,7 per cento).
Mentre ancora un trend al ribasso (seppur lieve) ci sara' per carni e insaccati (meno 0,4 per cento) e per i formaggi (meno 0,5 per cento). Tuttavia, per questi comparti, dopo le forti diminuzioni, soprattutto per le carni bovine, avutisi nei mesi passati, si stanno notando evidenti segni di risveglio.
Una soddisfacente performance dovrebbe essere registrata anche dai vini, in particolare quelli rossi. Secondo l'indagine della Cia, si dovrebbero stappare circa 80 milioni di bottiglie, il 95 per cento di produzione italiana, con una crescita del 1,5 per cento nei confronti dello scorso anno.
Stesso discorso per gli spumanti che dovrebbero registrare un aumento negli acquisti del 2,5 per cento. Per gli acquisti dei prodotti agroalimentari da consumarsi durante le prossime feste natalizie, le oltre 23 milioni di famiglie italiane si rivolgeranno in prevalenza alla grande distribuzione commerciale (56 per cento), seguita dai negozi tradizionali (24 per cento), dai mercatini locali (18 per cento), e da internet (2 per cento).
17 / 12 / 2009
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