Economia domestica: tagliamo i consumi alimentari ma compriamo più high-tech. Cresce la soglia di povertà Strana questa crisi economica che attanaglia le famiglie: in base all’ultimo rapporto dell’Istat, nell'ultimo triennio gli italiani 'risparmiano' a tavola ma non rinunciano all'high-tech.Scende infatti la spesa alimentare mentre crescono i consumi a carattere tecnologico, ricreativo e culturale.
Nel triennio la contrazione più marcata ha riguardato i beni durevoli mentre, all'opposto, l'acquisto di servizi, che pesa per quasi il 50% del totale, ha mantenuto una funzione stabilizzatrice durante la crisi e una tendenza espansiva nel periodo recente.
Considerando nel dettaglio le voci di spesa "emerge che l'acquisto di mezzi di trasporto ha registrato nel triennio la contrazione piu' significativa, con un calo del 21,7% in volume, avvenuto in buona parte nel 2010, dopo la cessazione degli incentivi. Tra le voci in forte calo si segnalano gli acquisti di mobili, elettrodomestici e articoli per la casa, con una perdita del 10% nel triennio, nonostante il recupero del 3% segnano nel 2010.
Notevole e' la contrazione del 6,1% nella spesa per gli alimentari, bevande e tabacco, che nel 2010 e' rimasta invariata. Le cadute della spesa sono state meno intense per vestiario e calzature (-2,1% rispetto al 2007, nonostante la flessione del 4,8% registrata nel biennio 2008-2009) e tra i servizi per alberghi e ristoranti (-1,4% sull'intero periodo grazie a una risalita nel 2010).
All'opposto si segnala l'aumento del 13,6% delle spese per i prodotti elettronici, del 10,2% per i servizi ricreativi, dell'8,6% per beni e servizi sanitari e del 3,1% per l'abitazione: in questi casi il volume degli acquisti e' aumentato anche nel periodo più negativo, cioe' nel biennio 2008-2009.
Attenzione però a leggere bene questi dati. Ci sono, infatti, molti cittadini italiani che non solo hanno tagliato i propri consumi, ma uno su 4 è a rischio povertà o esclusione sociale.
In base al rapporto nel nostro Paese circa un quarto della popolazione (24,7%) sperimenta il rischio di povertà o esclusione, un valore superiore alla media Ue (23,1%). In particolare, le categorie più a rischio sono gli anziani soli e le famiglie numerose.
Il Mezzogiorno - spiega l'istituto di statistica - è la zona del Paese con i più elevati tassi di povertà o esclusione. Al Sud infatti, "dove risiede circa un terzo della popolazione nazionale, vive il 57% delle persone a rischio di povertà o esclusione". 23 / 05 / 2011
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