Economia: giovedì la Bce decide sui tassi. Ecco i punti chiave della riunione Giovedì torna a riunirsi il Consiglio direttivo della Bce: sui tassi di interesse dell'area euro è attesa una conferma al minimo storico dell'1 per cento, ma la Banca centrale potrebbe iniziare una progressiva rimozione di alcune delle misure supplementari che nei mesi scorsi ha approntato per aiutare l'economia, che prevalentemente fanno leva sulla liquidità.
La cautela è però d'obbligo, sia per la perdurante fragilità dei mercati appena evidenziata dall'effetto che hanno avuto le difficoltà sui debiti di Dubai World; sia per la situazione dell'economia reale.
La disoccupazione si consolida ai massimi storici, al 9,8 per cento a ottobre nell'area, valore, diffuso oggi da Eurostat, che equivale a tre milioni di disoccupati in più rispetto ad un anno fa. Per fronteggiare la crisi, nei mesi scorsi la Bce ha assicurato al sistema creditizio abbondante liquidità a condizioni molto più favorevoli del normale.
Ma nelle ultime settimane diversi esponenti dell'istituzione di Francoforte hanno espresso la preoccupazione che continuare troppo a lungo potrebbe favorire l'insorgere di nuove destabilizzazioni o crisi.
Per questo già il mese scorso il presidente Jean-Claude Trichet aveva avvertito che a dicembre si sarebbe deciso se iniziare una progressiva rimozione.
Quanto all'inflazione, Eurostat ha pubblicato la stima preliminare di novembre, che ha mostrato una crescita su base annua dei prezzi dello 0,6 per cento nell'area euro, contro il meno 0,1 per cento di ottobre. Si tratta del primo incremento annuale dallo scorso maggio. Un ritorno che era atteso dalla Bce, che in precedenza ha riferito di attendersi un andamento sommesso nei mesi a venire.
I tassi di interesse sono il principale strumento delle Banche centrali per tentare di contenere l'inflazione e l'obiettivo ufficiale della Bce è di mantenerla inferiore ma prossima al 2 per cento nel medio periodo, circa un anno e mezzo.
Finora Trichet ha più volte ripetuto che al livello attuale i tassi di interesse sono "appropriati", termine che viene interpretato dai mercati come un segnale sull'orientamento a non modificarli nel breve termine.
La ripresa inflazionistica appare prevalentemente legata ai rincari di energia e alimentari, voci particolarmente volatili nell'indice, inoltre altri indicatori rafforzano le prospettive di debolezza.
La scorsa settimana la stessa Bce ha pubblicato i dati di ottobre sugli aggregati monetari - di cui tiene conto nelle sue previsioni sul caro vita - che mostrano una contrazione del credito ai privati, famiglie e imprese, meno 0,8 per cento su base annua.
02 / 12 / 2009
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