Economia: giovedì la Bce decide sui tassi. Il mercato chiede un taglio ma Trichet frena Doveva essere un ''non-evento'', ma il consiglio direttivo della Banca centrale europea di giovedì prossimo rischia di mettere i banchieri dell'Eurotower di fronte a un bel dilemma.
Gli ultimi dati sull'economa di Eurolandia, infatti, non hanno fatto che peggiorare il quadro economico mettendo così ulteriore pressione sulla Bce per una nuova manovra di politica monetaria in senso espansivo a soli 20 giorni dall'ultimo consiglio di metà gennaio, quando il board guidato da Jean-Claude Trichet ha tagliato i tassi di mezzo punto al 2%.
Proprio Trichet, però, in questi giorni sembra aver frenato, confermando la posizione espressa chiaramente lo scorso 15 gennaio: e cioè che ''la prossima riunione importante della Bce è quella di marzo''.
Secondo il banchiere francese infatti “i mercati ancora non riflettono'' i tagli dei tassi decisi finora e soprattutto ha evidenziato che avere tassi troppo bassi non è opportuno per Eurolandia.
Una frenata, insomma, che però si scontra con un peggioramento della congiuntura che rischia di incrinare le certezze dell'ex governatore della Banca di Francia.
Questo mese, tanto per cominciare, l'inflazione di Eurolandia è scivolata ai minimi di quasi 10 anni, all'1,1%, in caduta libera dall'1,6% di dicembre e dal 2,1% di novembre, raggiungendo un livello troppo basso rispetto al target della Bce, che preferisce incrementi vicini al 2%.
Un dato ben inferiore alle previsioni tanto da rappresentare uno ''shock'' secondo l'economista di Bank of America Matthew Sharratt.
La disoccupazione dei Quindici (oggi Sedici con la Slovacchia) a dicembre è salita all'8%, ai massimi dal novembre 2006 e sopra le previsioni.
Insomma gli ultimi dati - prosegue Sharratt - ''probabilmente renderanno molto più difficile la decisione della Bce”.
Altri economisti mettono però l'accento su altri indici non migliori del previsto, primo la fiducia delle imprese tedesche, che ha sorpreso in positivo. E mettono in guardia da una lettura troppo meccanica degli indicatori di mercato come i contratti “Eonia Forward”, che indicano aspettative per un altro taglio dei tassi da mezzo punto (all'1,5%).
03 / 02 / 2009
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