Economia: giovedì la Bce decide sui tassi. Su cosa puntare?
Non vorrei essere nei panni del presidente Jean-Claude Trichet quando giovedì alle 14.30 si presenterà in sala stampa per commentare/giustificare la decisione presa sui tassi d’interesse.
Qualsiasi decisione, infatti, potrebbe essergli contestata: proviamo ad analizzarle.
RIALZO DEI TASSI
Un eventuale rialzo potrebbe essere la soluzione per dare un freno a quella “maledetta” inflazione che a novembre è schizzata al 3% su base annua (il livello più elevato dal 2001) Ma dall’altro porterebbe ad un ulteriore “rinforzo” della nostra moneta unica (soprattutto) nei confronti del povero dollaro, che negli ultimi mesi è solo la brutta copia del vecchio e forte biglietto verde.
Non dimentichiamo poi, tutte le conseguenze che subirebbero i “paesotti” come la nostra cara Italia: siamo in una situazione “abbastanza” critica e un altro rialzo potrebbe causare danni enormi alle nostre aziende. Tralascio “solo per non piangere” i risvolti che dovremmo subire noi consumatori: (esempio - rate dei mutui in salita)
TAGLIO DEI TASSI
Tra quelle disponibili è l’opzione meno probabile ed anche quella che potrebbe portare a scenari “non belli” per l’economia.. Nella situazione economica attuale, siamo davanti ad una ascesa dell’inflazione e un taglio dei tassi significherebbe uno stop alla crescita economica che “nell’assudo” (ma non troppo) potrebbe portare ad una stagflazione (situazione nella quale sono contemporaneamente presenti sia un aumento generale dei prezzi che una mancanza di crescita dell'economia in termini reali). Una cosa da evitare.
Certamente, un taglio darebbe una bella “boccata di ossigeno” a molti: aziende e soprattutto a noi consumatori; ma il prezzo da pagare, a livello comunitario potrebbe essere alto.
TASSI INVARIATI
E’ l’opzione più probabile tra quelle “nel mazzo” di Trichet: aspettare e continuare a monitorare il mercato in reazione anche alle tensioni e alle turbolenze sorte con il ciclone subprime. L’inflazione fa paura, ma secondo le stime della Banca Centrale dovrebbe diminuire nei prossimi mesi e una situazione attendista potrebbe preparare il terreno per un rientro in carreggiata e un progressivo incremento della crescita economica nei primi mesi del 2008.
Con questa soluzione, i risvolti sulle nostre “tasche” sarebbero quasi nulli: nessun incremento delle rate dei mutui (Euribor a parte).
In sintesi, compito arduo per i componenti del board della Bce ma tuttavia risultato “quasi” scontato dai mercati che si aspettano (e forse) sperano in un nulla di fatto con i tassi fermi al 4%.