Economia in Eurolandia: ora è ufficiale, siamo in recessione
Non ci sono più dubbi: il Vecchio Continente attraversa la più grave crisi economica degli ultimi decenni.
A certificare l’ingresso di Eurolandia in una fase di recessione tecnica sono i dati di Eurostat, che per il terzo trimestre 2008 indicano un Pil in calo dello 0,2%, così come nel trimestre precedente.
Ad affondare sotto lo zero sono quasi tutte le principali economie europee, a partire da Italia (-0,5%) e Spagna (-0,2%), seguono Germania e Regno Unito. Solo la Francia fa registrare un timido +0,1%.
Intanto, sempre da Eurostat, arriva anche una buona notizia: l'inflazione - che fino alla fine di questa estate era la vera emergenza in Eurolandia - continua a scendere.
A ottobre ha messo a segno il terzo calo consecutivo, attestandosi al 3,2% e riavvicinandosi, pian piano, a quel 2% che è il valore di riferimento della Bce.
Ciò fa ben sperare in vista delle prossime decisioni di politica monetaria da parte della Banca centrale, che potrebbe decidere di tagliare ulteriormente i tassi a tutto beneficio della ripresa.
L’Europa e non solo è al lavoro per mettere a punto un piano d'emergenza, fatto di misure a effetto immediato per limitare il rallentamento dell'economia e creare i presupposti per una robusta ripresa.
Dunque aiuti mirati, temporanei, adeguati alle reali necessità e non discriminatori.
Per superare la disoccupazione è allo studio una riprogrammazione del Fondo sociale europeo a sostegno di interventi per la rapida reintegrazione di chi perde il lavoro.
Per le imprese si studia la possibilità di concedere aiuti pubblici alle imprese, sulla falsa riga di quanto deciso per le banche.
Capitolo a parte per l'industria dell'auto: molti governi vorrebbero sostenerla con fondi pubblici, ma si pensa non ad aiuti a pioggia, ma solo per chi investe nelle nuove tecnologie al fine di produrre automobili a bassa emissione inquinante.
14 / 11 / 2008