Economia italiana: inflazione al 2,9% a gennaio. Massimo dal 2001
Non si arresta la corsa dell’inflazione nel Bel Paese: i dati definitivi dell’Istat confermano il balzo dei prezzi al consumo che nel mese di gennaio sono saliti del 2,9% a/a, con un aumento congiunturale dello 0,4%.
Si tratta del livello più alto dal luglio 2001.
A determinare le pressioni inflazionistiche sono principalmente i prodotti energetici e agli aumenti dei prezzi nel comparto alimentare.
Tra gli alimentari continuana a correre il prezzo del panne, che ha registrato un incremento del 12,3% rispetto a un anno prima, mentre la pasta segna un aumento del 10 per cento. Latte, formaggi e uova aumentano del 6,5 per cento (il latte da solo aumenta dell'8,7 per cento). La carne aumenta del 3,6% (rincaro più elevato per il pollame, che segna +6,7%). La frutta aumenta del 4,8% e il pesce del 3,6 per cento.
Confrontando, a livello di capitolo, i tassi tendenziali di gennaio con quelli misurati nel mese precedente si registrano accelerazioni per sette capitoli: Trasporti (da +4,8% a +5,4%), Alimentari e bevande analcoliche (da +4,1 per cento a +' 4,5 per cento), Bevande alcoliche e tabacchi (da +2,5% a +3,5%), Abbigliamento e calzature (da +1,5% a +1,6%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (da +2,9% a +4%), Mobili, arredamento e servizi per la casa (da +2,9% a +3,6%), Altri beni e servizi (da +2,7% a +3%).
LE CITTA’
A gennaio le città capoluogo di regione più care sono state Palermo e Cagliari (+3,8% per entrambi), Reggio Calabria (+3,5%) e Potenza (+3,3%). Gli aumenti più moderati hanno riguardato le città di Trento (+1,9%), Genova (+2,3%) e Venezia (+2,4%).