Economia: italiani preoccupati per la crisi, ma soddisfatti della propria situazione Gli italiani sono preoccupati dalla crisi economica globale, ritengono che ci vorra' parecchio tempo per uscirne ma piu' della meta' e' soddisfatta della propria situazione economica.
E' la fotografia scattata dall'indagine Acri-Ipsos in occasione della 85/esima Giornata mondiale del risparmio.
La preoccupazione per la gravità della crisi infatti è forte (il 78% degli italiani ritiene che sia grave) e per la sua durata (il 57% prevede che ci vorranno piu' di 3 anni per uscirne del tutto).
Quasi due terzi degli italiani (il 62% contro il 65% del 2008) nell'ultimo anno hanno inoltre continuato a sperimentare dei disagi, ma piu' della meta' della popolazione si dichiara soddisfatta della propria situazione economica (il 54% contro il 51% del 2008), il dato piu' alto dal 2002.
Dall'indagine Acri-Ipsos emerge che il "cittadino italiano dimostra una buona capacita' di adattamento, riorganizza la propria vita in conseguenza della crisi, relativizza le proprie aspettative". Riguardo agli anni a venire prevale l'ottimismo: i fiduciosi passano dal 34% del 2008 al 55% del 2009.
Questa ritrovata fiducia sembra legata alla percezione di un miglioramento dell'economia mondiale (47% di ottimisti e 17% di pessimisti, gli altri hanno una posizione neutrale) ed europea; mentre l'ottimismo si riduce spostando l'ottica sulla propria situazione personale (il 28% di ottimisti contro il 16% di pessimisti).
Circa le attese sull'economia italiana, anche se tra ottimisti e pessimisti si registra un saldo positivo di soli 4 punti percentuali (37% contro 33%), la situazione e' molto piu' positiva di quella del 2008, quando i pessimisti prevalevano di ben 25 punti percentuali, e del 2007 quando il saldo negativo ammontava a 35 punti percentuali. Il 'pessimismo statico' del 2008 e del 2007 sembra dunque sconfitto. L'indagine evidenzia inoltre che gli italiani ritengono "la qualita' della vita un elemento di forza nel confronto tra l'Italia e i principali Paesi europei".
A livello territoriale, tuttavia, il dato medio nasconde una realta' abbastanza differenziata. Se nel Nord e nel Centro il numero di soddisfatti supera ampiamente l'80%, nel Sud arriva al 50%.
La soddisfazione tende inoltre a decrescere con l'aumento delle dimensioni dei centri abitati (il 76% di soddisfatti nei paesi e citta' inferiori a 30.000 abitanti, il 74% in quelli fra i 30 e i 100.000 abitanti, il 69% in quelli tra i 100 e i 250.000 abitanti, il 63% nei centri con piu' di 250.000 abitanti). Forte e' anche la soddisfazione per la coesione sociale del territorio, con un giudizio omogeneamente elevato (70%).
Discreto (oltre il 60% di soddisfatti), anche se con un numero di critici abbastanza rilevante, e' il giudizio sull'offerta culturale, la qualita' dell'ambiente e la qualita' delle infrastrutture del territorio. Poco piu' della meta' (54%) dei cittadini e' soddisfatto dalle istituzioni pubbliche. Valutazioni piu' problematiche si riscontrano invece riguardo allo sviluppo economico (il 50% di soddisfatti), alla situazione delle imprese del territorio (42%) e, soprattutto, alla qualita' e alle possibilita' di lavoro (41%).
In particolare, e' certamente il Nord Est la zona del paese dove il maggior numero di cittadini si dichiara maggiormente soddisfatto dei diversi aspetti del territorio, con una percentuale in genere prossima al 70%.
In questa zona il grado piu' basso di soddisfazione si registra rispetto alla situazione delle imprese (il 59% di soddisfatti, comunque 17 punti percentuali in piu' rispetto alla media del Paese).
Riguardo all'evoluzione economica futura del proprio territorio emerge una certa staticita': il 45% del campione ritiene che la situazione rimarra' quella che e', il 28% si aspetta un miglioramento (in particolare nel Nord Ovest ove tale dato arriva al 37% e nel Nord Est dove arriva al 34%), mentre il 24% si attende un peggioramento (dato che arriva al 31% nel Sud e al 33% nei grandi centri con piu' di 250 mila abitanti).
Circa l'impiego del proprio risparmio il 31% dei cittadini lo vorrebbe sul territorio, e questo gruppo e' particolarmente forte nel Sud, dove raggiunge il 41%. Il 28% lo vorrebbe destinato all'Italia, con una prevalenza per tale scelta nel Nord e nel Centro mentre il 23%, trasversalmente alle varie regioni, vorrebbe venisse indirizzato verso i Paesi piu' svantaggiati; il 7% all'Europa tutta; mentre l'11% non evidenzia preferenze.
28 / 10 / 2009
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