Economia: la Bce alza i tassi al 4,25%. Nuova stangata sui mutui
Come ampiamente preannunciato la Banca centrale europea ha deciso di reagire all'aggravamento dei rischi inflazionistici, aumentando di 25 punti base i tassi di interesse di riferimento, che raggiungono così il 4,25%.
Questa mossa della Banca centrale è la prima variazione decisa dall'istituzione monetaria dal giugno del 2007, quando venne effettuato l'ultimo di una serie di rialzi nell'ambito di una manovra restrittiva iniziata nel dicembre del 2005. Il rialzo è anche il nono dell’era Jean-Claude Trichet.
FOSCHIA SUL FUTURO
Restano tutte da chiarire le intenzioni dell'Eurotower per i mesi futuri.
Fino a pochi giorni fa lo stesso Trichet e diversi esponenti della Bce avevano precisato che questa singola mossa non preludeva all'avvio di una vera e propria manovra restrittiva, fatta di rialzi in serie.
Tuttavia l'andamento dell'inflazione non è confortante, e ancor meno quello delle sottostanti componenti che creano pressioni al rialzo sui prezzi, petrolio innanzitutto, ma anche materie prime in generale e beni alimentari.
ALLARME MUTUI
Inutile dire che dopo l’aumento del tasso di riferimento della Bce ci sono nuovi disagi in vista per chi ha comprato casa con un mutuo a tasso variabile.
Le conseguenze nelle tasche di circa 3 milioni di famiglie saranno abbastanza “pesanti: in base ad un calcolo dell’Adusbef, l’aumento della rata sarà pari a circa 168 euro l'anno (14 euro mensili).
Per un mutuo da 100.000 euro gli aumenti varieranno tra i 1.588 euro (per i decennali) ai 2.000 l'anno (per i trentennali), ben maggiore sarà la stangata per quelli da 200.000 euro. Si parla, infatti, di un aggravio minimo (per i decennali) di 3.177 euro l'anno, fino ad arrivare, per i trentennali, ad un +3.950.
03 / 07 / 2008