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Economia: per la Bce la recessione sta finendo. Ecco le prospettive


''Sebbene il livello di incertezza rimanga elevato, vi sono crescenti segnali che la recessione mondiale stia raggiungendo il punto di svolta''.

E' quanto si legge nel bollettino di agosto della Banca Centrale Europea (Bce). ''Quanto all'area dell'euro - continua la Bce - i recenti risultati delle indagini suggeriscono che il ritmo di contrazione stia chiaramente diminuendo.

Tuttavia ci si attende che l'attività economica rimanga debole nella restante parte dell'anno, a una fase di stabilizzazione seguirebbe una graduale ripresa dei tassi di crescita trimestrali di segno positivo.

Le significative azioni di stimolo adottate in tutte le principali aree economiche dovrebbero sostenere la crescita sia nell'area dell'euro che a livello mondiale''.

Intensificare sforzi risanamento conti pubblici - Per la Bce, ''i programmi di finanza pubblica per il 2010, attualmente in fase di completamento in diversi Paesi, e le strategie di risanamento dei conti a medio termine devono riflettere l'impegno a ripristinare finanze pubbliche solide e sostenibili in tempi brevi.

I governi dovrebbero quindi predisporre nonché rendere note strategie di uscita dalle misure di stimolo e strategie di riequilibrio dei conti che siano ambiziose e realistiche, nel quadro del patto di stabilità e crescita. Il processo di aggiustamento strutturale dovrebbe iniziare, in ogni caso, al più tardi con la ripresa economica e nel 2011 andrebbero intensificati gli sforzi di risanamento''.

''Gli interventi di riequilibrio strutturale dovranno superare in misura significativa il valore di riferimento dello 0,5% del Pil su base annua stabilito nel Patto di stabilità e crescita - continua la Bce - Nei paesi che presentano disavanzi e rapporti di indebitamento elevati l'aggiustamento strutturale annuo dovrebbe raggiungere almeno l'1% del Pil.

Dati i rischi di minore potenziale di crescita economica nell'area dell'euro per un periodo di tempo prolungato, i governi dovrebbero adeguare la spesa pubblica alla luce delle nuove condizioni macroeconomiche e riassorbire quanto prima i bruschi incrementi del rapporto spesa pubblica/Pil.

Tale esigenza emerge anche in vista degli oneri di spesa indotti dall'invecchiamento demografico che i bilanci pubblici dovranno sostenere''.
Timori per nuovi rincari del petrolio e di altre materie prime - ''Il Consiglio direttivo ritiene che il grado di incertezza permanga elevato e che i dati disponibili in futuro possano mostrare una perdurante variabilità - continua la Bce - Nel complesso, queste prospettive restano soggette a rischi bilanciati. Riguardo ai rischi di rialzo, effetti più marcati del previsto potrebbero derivare dalle vaste misure di stimolo macroeconomico messe in atto e dagli altri interventi sul piano delle politiche; anche il clima di fiducia potrebbe migliorare più rapidamente rispetto alle aspettative correnti''.

''Quanto ai rischi al ribasso - continua la Bce - persistono i timori di concernenti interazioni negative più intense o prolungate fra l'economia reale e le turbolenze finanziarie, nuovi rincari del petrolio e delle altre materie prime, maggiori spinte protezionistiche, condizioni nel mercato del lavoro più sfavorevoli delle attese e, infine, andamenti avversi dell'economia mondiale dovuti a una correzione disordinata degli squilibri internazionali''.

Il Pil tornerà a crescere gradualmente nel 2010 - La Bce sottolinea quindi che ''il Pil in termini reali dell'area euro nel 2009 si contrarrà del 4,5%. Dovrebbe poi crescere dello 0,3% nel 2010 e dell'1,5% nel 2011''.

L'inflazione nel 2009 si attesterà ''allo 0,4%, all'1,1% per il 2010'', mentre ''per il 2011 è previsto un aumento dell'inflazione all'1,6%''.

Nel 2009 consumi ancora deboli - Domanda interna ancora debole per tutto il 2009 per effetto di un ulteriore deterioramento previsto nei mercati del lavoro dell'area euro. I consumi privati, infatti, sono calati dello 0,5% nel primo trimestre dell'anno e la spesa, nonostante un tasso di crescita meno negativo nel secondo trimestre, resterà "relativamente contenuta" anche nella seconda meta 2009.

Un quadro che però sconta "l'incertezza" relativa a quanto potranno influire sui consumi privati la fine degli incentivi a favore della rottamazione delle vecchie autovetture in corso attualmente nei paesi dell'area euro che "ha fornito sostegno alla spesa delle famiglie nel secondo trimestre".

Pil Eurostat - Da parte sua Eurostat, l'Ufficio europeo di statistica, in una prima stima nota che il Pil di Eurolandia è sceso dello 0,1% nel secondo trimestre di quest'anno, rispetto ai tre mesi precedenti; quello dei Ventisette ha segnato invece -0,3%. Su base annua, nello stesso periodo, il calo è stato del 4,6% nell'eurozona e del 4,8% nell'Unione.

Quanto all'Italia, nel secondo trimestre 2009, rispetto al precedente, il Pil ha subito un calo dello 0,5%; su base annua -6%.

Il Pil "continua a scendere" ma la "contrazione netta sembra essere alle nostre spalle", commenta il portavoce della Commissione europea, Thon Van Lierop. "La situazione è migliore rispetto a quanto previsto in primavera" ha aggiunto, spiegando che questo significa che il piano ambizioso dell'Ue "ha avuto effetto".

Intanto il Pil francese e quello tedesco tornano a crescere. Nel secondo trimestre il prodotto interno lordo francese è infatti cresciuto dello 0,3%. Segno più anche a Berlino, dove il Pil sale dello 0,3% rispetto al primo trimestre.

14 / 08 / 2009



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