Elezioni 2010: caratteristiche e modalità di voto. Elezione diretta e premio ai vincenti E' una 'Babele' di sistemi elettorali diversi quella che regola il voto del 28 e 29 marzo, ma alcuni criteri fondamentali sono comuni a Regioni, Province e Comuni: i cittadini sceglieranno direttamente i presidenti di Regioni e Province e i sindaci e ovunque la coalizione vincente potrà contare su un premio di maggioranza in Consiglio per governare.
Per il resto, c'è uno specifico sistema di voto per ogni istituzione e, per quanto riguarda le Regioni, una legge nazionale fissa i criteri-guida, ma poi a livello locale ciascuno può 'adattare' il meccanismo.
In ogni regione, comunque, il presidente viene eletto direttamente. L'elezione dei consigli regionali è prevalentemente proporzionale, ma è previsto sempre un premio di maggioranza alla coalizione vincente, meccanismo che spinge i partiti ad allearsi visto che correndo da soli è quasi impossibile assicurarsi il 'bonus'.
Si vota con un'unica scheda. Se si mette la croce solo sul simbolo del partito il voto è attribuito automaticamente anche al candidato presidente collegato con quella forza politica. Si può però votare solo per il presidente, barrando il nome del candidato, senza scegliere nessun partito in particolare.
- Comuni (scheda azzurra) e Province (scheda gialla)
Anche sindaci e presidenti di provincia sono eletti direttamente dai cittadini, ma in questo caso è previsto un ballottaggio dopo 15 giorni se al primo turno nessun candidato supera il 50% dei voti. I consigli provinciali sono eletti con un sistema di collegi uninominali (un candidato per ciascun collegio) e al partito o alla coalizione vincente spetta un premio di maggioranza.
Anche nei comuni sopra i 15mila abitanti è previsto un premio di maggioranza. Si può scegliere solo il sindaco, senza dare il voto a nessun partito; si può scegliere un partito (e automaticamente il candidato sindaco collegato); si può esprimere la preferenza per un consigliere comunale (e in questo modo si vota automaticamente anche il partito e il candidato sindaco collegati); si può votare solo la lista, senza esprimere preferenze per alcun consigliere comunale, ma in questo caso il voto si estende comunque al candidato sindaco collegato.
Si può, infine, praticare il voto disgiunto: votare per un candidato sindaco e per un partito che non sono collegati tra loro. Nei comuni con meno di 15mila abitanti il sistema è invece maggioritario: ad ogni candidato sindaco è associata un'unica lista di candidati al consiglio comunale (è possibile esprimere la preferenza). La lista collegata al candidato sindaco vincente ottiene i due terzi dei seggi. I restanti seggi sono ripartiti proporzionalmente fra le altre liste.
26 / 03 / 2010
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