Energie rinnovabili: ecco cosa prevede il nuovo decreto sugli incentivi Questi i punti principali del nuovo decreto del governo che fissa un nuovo regime di incentivi statali per gli impianti fotovoltaici.
REGIME TRANSITORIO E OBIETTIVI DI POTENZA
Come previsto, non vengono posti tetti alla produzione ma vengono fissati degli obiettivi di potenza installata annuali in base alla quale verranno regolate automaticamente le tariffe. Tale meccanismo partira' nel 2013. Fino al 31 dicembre 2012 sara' invece un vigore un regime transitorio che prevede un decalage progressivo dei finanziamenti. Nel complesso l'obiettivo di potenza indicato al 2016 e' di circa 23mila Mw per un costo stimato tra i 6 e i 7 miliardi.
VERSO LA GRID PARITY
Il governo prevede di raggiungere la 'grid parity' nel 2017. Cio' significa che a partire da tale anno le tecnologie fotovoltaiche dovrebbero aver raggiunto una competitivita' tale da non necessitare piu' di incentivi.
L'EROGAZIONE PARTE CON L'ALLACCIO
Uno dei motivi del ritardo nell'emanazione del decreto era legato alle divergenze tra i due ministri sull'inizio dell'erogazione dell'incentivo. Prestigiacomo chiedeva che la data di percepimento delle tariffe partisse dall'autocertificazione di fine lavori ma alla fine e' passata la linea di Romani. L'erogazione dell'incentivo partira' quindi nel momento dell'effettivo allaccio alla rete. Il gestore della rete subira' delle sanzioni se responsabile di ritardi eccessivi.
PICCOLI E GRANDI IMPIANTI
La soglia oltre la quale gli impianti vengono considerati 'grandi' dipende dalla loro posizione. Le installazioni sui tetti sono 'piccole' fino al megawatt, soglia che scende a 200 Kw per le strutture a terra. Oltre a godere di incentivi piu' ricchi, i piccoli impianti non avranno tetti di spesa massima e non dovranno apparire nel registro tenuto dal Gse.
ETERNIT E 'MADE IN EUROPE', ARRIVANO I PREMI
Viene introdotto un premio di 5 centesimi a Kwh per le installazioni che vanno a sostituire coperture in eternit. Un bonus del 5% andra' a chi sopporta costi di investimento riconducibili per almeno il 60% a prodotti realizzati all'interno della Ue e a chi costruisce piccoli impianti in comuni con meno di 5mila abitanti. 06 / 05 / 2011
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