Festa della donna: in Europa ancora troppi gap uomo-donna. Italia maglia nera Ogni giorno gli uomini italiani dedicano 80 minuti in più ad attività 'ricreative' rispetto alle loro connazionali. Un record, se confrontato ai circa 5 minuti dei norvegesi, ai 22 minuti degli svedesi e ai 35 minuti dei francesi.
E un dato inquietante, soprattutto se si considera che in Italia il tasso di occupazione femminile è più basso rispetto a quello di altri paesi: pari al 45% circa, contro il 62% della Francia e il 78% circa della Norvegia.
E' quanto denuncia l'Ocse in un rapporto pubblicato in occasione della Festa della donna, da cui emerge che sebbene nei trenta paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico il 62% delle donne abbia un lavoro pagato, gli stipendi rimangono inferiori del 18% rispetto a quelli degli uomini, solo un terzo dei posti 'di potere' sono occupati da donne e sono soprattutto queste ultime a ricorrere al part-time.
Negli ultimi anni i progressi ci sono stati, ma l'uguaglianza tra uomini e donne nel mondo del lavoro resta ancora un miraggio. Gli stipendi, in particolare, sono ancora molto diversi, con un divario del 38% circa in Korea e del 33% in Giappone, contro il 9% del Belgio e il 15% della progressista Svezia.
In particolare, spiega l'Ocse, le donne sono più a rischio di povertà rispetto agli uomini: se hanno tra i 66 e i 75 anni, le probabilità sono 1,2 volte superiori, mentre sopra i 75 anni salgono a quota 1,7 volte. Inoltre le donne passano molto più tempo in attività di 'cura' legate ai bambini e alla casa e studiano e lavorano per più anni rispetto agli uomini.
Dal rapporto emerge una grande differenza tra i vari paesi sulla situazione delle mamme single. Nella maggior parte dei casi, sono costrette a lavorare di più rispetto a coloro che possono contare su un partner: in particolare, il tasso di occupazione delle madri single in Italia è superiore del 20% rispetto a quello delle donne che sono in coppia, così come in Grecia e in Spagna.
"In questi paesi, le mamme single devono impegnarsi a fare un lavoro pagato poiché il sostegno pubblico per i genitori soli è basso e spesso occorre fare affidamento su canali informali per avere un aiuto per la cura del bambino", si legge nel rapporto, che aggiunge, citando l'esempio di Gran Bretagna e Irlanda: "Al contrario, nei paesi in cui il sostegno economico per i genitori single è sostanzioso e in cui (almeno fino a poco tempo fa) non ci si aspetta che questi ultimi lavorino, il tasso di occupazione delle madri single è molto più basso rispetto a quello di chi ha un partner".
08 / 03 / 2010
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