Fondi comuni: un settore in crisi
Allarme del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, sul settore dei fondi: il deflusso del risparmio dai fondi italiani si è intensificato nel 2007 e i disinvestimenti netti hanno sfiorato i 53 miliardi di euro; tali numeri - secondo il numero uno di Via Nazionale - mettono quindi in evidenza che la crisi è strutturale.
Se analizziamo i dati, ci accorgiamo che nel portafoglio delle famiglie italiane l'incidenza dei fondi dal 2000 ad oggi si è più che dimezzata: la raccolta degli ultimi mesi è stata deludente e tale ridimensionamento – come ha sottolineato Draghi - appare un caso unico fra i principali Paesi europei.
QUALI LE CAUSE?
Sicuramente – come ha anche ricordato il Governatore Draghi - in Italia abbiamo dei svantaggi sia fiscali, sia delle asimmetrie nella regolamentazione rispetto al resto d'Europa che ci penalizzano non poco. Analizzando in particolare la parte fiscale a carico del consumatore evidenziamo come (per ora) le plusvalenze di fondi comuni e gestioni patrimoniali siano soggette ad una imposta del 12,5%.
Ecco cosa succede in Europa
Plusvalenze: franchigia di 8.800 sterline e aliquote progressive del 10, 20 e 40%
Plusvalenze: tassate come reddito ordinario se derivano da speculazione
Plusvalenze: se l'operazione supera i 15.000 Euro di valore, 27%.
Plusvalenze: ritenuta del 15%
QUALI SOLUZIONI
Le soluzioni proposte da Draghi alle società di gestione:
- Riconsiderare il proprio posizionamento strategico
- Realizzare economie di scala
- Accentuare la specializzazione
- Allineare gli oneri a carico dei risparmiatori alle caratteristiche dei prodotti
Inoltre la Banca d'italia promuoverà la costituzione di un gruppo di lavoro, anche con la partecipazione dei singoli interessati, che esamini le innovazioni normative e regolamentari ormai necessarie per il rilancio dell'industria del risparmio gestito.