Fondi pensioni: rallentano le adesioni e i rendimenti. Da inizio 2008 il Tfr batte tutti A fine dicembre 2009 gli iscritti a forme pensionistiche complementari ammontavano a oltre 5 milioni con un incremento, su base annua e al netto delle uscite, del 4,7 per cento, in rallentamento rispetto al 2008.
I dati arrivano dal presidente della Covip, Antonio Finocchiaro, in occasione di un'audizione in commissione Lavoro della Camera sulla gestione dei Fondi pensione.
Nel dettaglio i dati della Covip evidenziano che le adesioni risultano, per oltre il 70 per cento, relative a lavoratori dipendenti del settore privato: 3.750.000, circa il 27 per cento del totale degli occupati. I lavoratori autonomi iscritti assommano al 20 per cento degli occupati. Marginale è la quota di lavoratori pubblici.
La distribuzione degli aderenti per tipologie di fondi conferma la preferenza per quelli negoziali, con oltre 2.000.000 di iscritti, anche se questi non aumentano rispetto all'anno precedente; crescono di quasi 200.000 unità gli iscritti ai Pip (Piani individuali pensionistici) 'nuovi', che raggiungono, nel complesso, quasi 900.000 adesioni; si attestano a 820.000 unità gli iscritti ai fondi pensione aperti.
La differenza rispetto al totale è costituita da aderenti a forme pensionistiche preesistenti la riforma del 2005 e a Pip 'vecchi'. L'adesione alla previdenza complementare, è stata maggiore fra quei lavoratori che, beneficiando di retribuzioni migliori e di sentieri occupazionali più stabili, al momento del pensionamento godranno di prestazioni di base più elevate.
Con una qualche generalizzazione si potrebbe dunque affermare che la previdenza complementare risulta maggiormente diffusa tra coloro che ne hanno un bisogno meno stringente.
I RENDIMENTI
In base alle informazioni provvisorie, il rendimento medio aggregato delle forme pensionistiche complementari nel 2009 è stato dell'8,5 per cento per i fondi negoziali e dell'11 per cento per i fondi aperti; per i Pip 'nuovi' il rendimento è stato del 16,5 per cento.
Nello stesso periodo, il tasso di rivalutazione del Tfr si è attestato al 2 per cento. Considerando peraltro il biennio 2008-2009, che include la fase acuta della crisi finanziaria, i rendimenti aggregati dei fondi pensione negoziali sono positivi (poco meno del 2 per cento), anche se inferiori al tasso di rivalutazione del Tfr; i fondi pensione aperti e i Pip 'nuovi', caratterizzati da un maggior contenuto azionario, sono invece rimasti negativi.
26 / 01 / 2010
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