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sabato 19 agosto 17 - 20:04








Fondo Pensione: una rendita con solo 50 euro al mese. Vantaggi e sconti fiscali

Non c’è dubbio. Per garantirsi una vecchiaia più serena a livello economico è necessario aderire ad un piano pensionistico integrativo, un fondo pensione. E non si deve perdere tempo: secondo gli esperti giovani e meno giovani, devono essere previdenti sin da subito sia chi un lavoro ha la fortuna di averlo sia chi ancora non ha un’entrata stabile, magari facendosi aiutare da genitori e nonni.

Per come è stato progettato, il fondo pensione è infatti, un vero e proprio libretto di risparmio che consente ai cittadini, in particolare ai giovani, di farsi un gruzzoletto con un aiuto economico fornito dallo Stato che permette una generosa deducibilità fiscale pari a 5.164,57 euro l’anno.

Inoltre non sono soldi che rimarranno bloccati fino all’età della pensione; anzi sono sempre disponibili per i casi più importanti della vita.

QUANDO INIZIARE

Non occorre la maggiore età per essere iscritto a un fondo pensione. Una volta, quando nasceva una bimba o un bimbo, il genitore previdente, anche se di modeste condizioni economiche, andava in una Cassa di risparmio e apriva un libretto di risparmio con poche lire.

Oggi i genitori o i nonni possono fare lo stesso iscrivendo il piccolo al fondo pensione: sembrerà stano ma i maggiori vantaggi fiscali, e di accumulo, si ottengono se si comincia con piccoli versamenti appena nati.

Ad esempio: i nonni o i genitori, fanno un regalino mensile di 40/45 euro al neonato. Mettiamo che versino complessivamente ogni anno 500 €. Consideriamo che abbiamo un reddito di 25mila euro lordi l’anno (aliquota marginale Irpef con le addizionali comunali e regionali del 30% circa). Il regalo di 500 euro all’anno a loro costerà effettivamente solo 350 euro, perché gli altri 150 euro li “paga” in realtà lo Stato sotto forma di sgravio fiscale.

Proprio questo vantaggio fiscale rende questo strumento più conveniente rispetto ai piani di accumulo finanziari o assicurativi, ma anche rispetto ai titoli di Stato.

SOLDI SEMPRE DISPONIBILI

A differenza di quanto si pensi, le somme versate possono essere utilizzate dal ragazzo cresciuto come se fosse un bancomat.

La norma prevede infatti che si possa ritirare il 30% di quanto accumulato per “motivi diversi”. Mettiamo che il nonno o il papà abbiano iniziato ad accantonare i famosi 500 € l’anno da quando il pargolo aveva un anno. Quando il bimbo ne avrà 15 e volesse passare un mese all’estero per imparare una lingua, il nonno o il papà potranno ritirare 1.500 euro.

E visto che sono passati, così come prevede la legge, 8 anni dal momento dell’iscrizione si può chiede un riscatto per “motivi diversi” di 2.000 euro. Certo su questa somma si paga un’imposta del 23%. Tasse che però si potranno recuperare nei successivi anni continuando a versare i soldi sul conto previdenziale.

E così potrà prelevare in futuro per altre spese impreviste: per frequentare master o corsi di specializzazione, ma anche per comperarsi una macchina, o ristrutturare l’appartamento del nonno o acquistare una casa. Si preleva e poi, quando si può, si riversa quanto prelevato.

Inoltre non ci sono solo le anticipazioni, ma anche i riscatti parziali per la perdita involontaria del posto di lavoro: se il periodo di disoccupazione è compreso nei 48 mesi, si può riscattare fino al 50% di quanto accantonato per sopperire alla mancanza di reddito. Anche in questo caso è consentito il ripristino della posizione.

POCHE TASSE E RENDIMENTI ELEVATI

L’iscrizione da giovani consente, di abbattere notevolmente la tassazione finale del capitale e dei rendimenti accumulati (prevista per legge tra il 9% e il 15%). Dopo 15 anni di iscrizione al fondo integrativo, la tassazione si riduce dello 0,3% per ogni anno successivo, fino a raggiungere, al 25° anno, il 9%.

In 30 anni tassare il Tfr al 9% anziché al 35% fa una bella differenza (35 per 1.500 euro al 35% fa un netto di 34.125 euro mentre al 9% fanno 47.775 euro).

Massima libertà infine sui rendimenti: con i fondi pensione è possibile andare a scegliere la linea di investimento più adatta alle proprie esigenze. Anche qui è determinante la data di adesione: se si entra da giovani è consigliabile investire il 70% in un fondo azionario e un 30% in un fondo garantito. Poi con l’avvicinarsi all’età della pensione è possibile andare a ridurre questo gap in maniera graduale.


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