Governo Monti: allo studio le nuove misure sul lavoro. Ecco le ipotesi. Le posizione dei partiti Giorni di lavoro per il Premier Mario Monti, alle prese con la nuova agenda del governo che sarà catalizzata principalmente sulla riforma del mercato lavoro fortemente richiesta dall'Europa e che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe rilanciare l'economia italiana.
L’idea principale sarebbe quella di adottare un contratto “prevalente” con un lungo periodo di prova che sostituisca le oltre 40 forme contrattuali esistenti. Proprio su questa base dovrebbe esserci il confronto/incontro con i sindacati che dovrebbero essere fissati per la prossima settimana.
Il contratto prevalente quindi sembra prendere quota rispetto alla proposta Ichino (che prevede per i nuovi assunti la possibilità di licenziamento individuale per motivi economici di fatto mandando in soffitta il diritto al reintegro nel caso di licenziamenti senza giusta causa o giustificato motivo previsto dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori).
LE IPOTESI
Il punto centrale della riforma resta quello degli ammortizzatori sociali. Il Governo ha chiaro che sarà complicato rendere più flessibile il mercato del lavoro senza pensare a indennità di disoccupazione più sostanziose e comunque a un sistema che non distingua ancora una volta tra i deboli e i forti.
Accanto al contratto prevalente con un periodo di prova che potrebbe essere portato fino a tre anni dovrebbero resistere solo altre due forme contrattuali, l'apprendistato e il contratto stagionale, mentre dovrebbero andare verso l'eliminazione i contratti a progetto e gli altri rapporti di collaborazione laddove mascherano un sostanziale rapporto di lavoro subordinato.
È possibile anche che si ragioni sull'unificazione dei contributi previdenziali per tutte le categorie (al momento i lavoratori dipendenti pagano il 33%, i collaboratori al 27,72% mentre commercianti e artigiani arriveranno al 24% solo nel 2018).
LE PROPOSTE DEI PARTITI
Naturalmente le varie forze politiche attendono le indicazioni del governo per poter valutare eventuali controproposte, ma tutti (Pdl, Pd e Terzo polo) hanno ben chiara la propria posizione.
Per il Pd la riforma del mercato del lavoro dovrà avere come bilanciamento la tutela di chi è più debole. Quindi dovrà prevedere la riforma degli ammortizzatori sociali. Come noto infine, il partito ha posto un altolà alla riforma dell'articolo 18.
Il Pdl pnta ad una riforma che favorisca la crescita e valorizzi la contrattazione aziendale, senza tabù verso la modifica dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
Per il Terzo Polo l’obiettivo è quello di puntare sui giovani e abbattere il precariato. Nessun tabù a possibili revisioni dell'articolo 18. 03 / 01 / 2012
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