Il punto sulla finanziaria: verso taglio dell’Ici sulla prima casa
I TEMPI DELLA MANOVRA
La manovra sarà composta da tre provvedimenti legislativi: la legge Finanziaria propriamente detta ed il collegato di sessione contenente anche il protocollo sul welfare (entrambi con effetti economici a valere sul 2008-2010) ed un decreto legge (con effetti a valere dal 2007).
Mentre la Finanziaria ed il collegato di sessione saranno esaminati prima dal Senato (rispettando l'alternanza fra le due Camere), il decreto avvierà il suo percorso parlamentare alla Camera, con cammino parallelo a quello della Finanziaria.
LE CIFRE
La manovra 2008 sarà compresa tra i 9 e i 12 miliardi: rispetto al volume lordo della manovra dello scorso anno di circa 35 miliardi l'entità di quella 2008 oscillerà quindi tra un quarto e un terzo. La copertura sarà assicurata dal nuovo tesoretto, formato da 5,078 miliardi di maggiori entrate fiscali e per circa 2,5 miliardi da risparmi strutturali sulla spesa pubblica.
Sarà una manovra più leggera, trasparente e leggibile di quella dello scorso anno, - dice Padoa-Schioppa - "Ci saranno riduzioni fiscali sulla casa, un alleggerimento dell'imposizione sulle imprese e un collegato di sessione che riguarda il tema della previdenza che contiene l'accordo fra governo e sindacati di luglio".
TAGLIO DELL’ICI SULLA PRIMA CASA
Il decreto legge conterrà anche l'annunciato taglio dell'Ici sulla prima casa: ancora da definire le dimensioni dell'intervento, si parla di limitarlo a case fino a 100 metri quadrati ed a redditi fino a 30.000 euro ma queste cifre sono ancora oggetto di discussione all'interno della maggioranza e con i comuni).
PRODI: ESCLUSO INTERVENTO SULLE RENDITE
Da New York, intanto, il presidente del Consiglio Romano Prodi, torna a ribadire che la Finanziaria non conterrà l'armonizzazione delle rendite finanziarie, anche se il tema è sul tavolo. Non ritengo – ribadisce Prodi - di portarla avanti in questo momento perché di fronte alle turbolenze che ci sono state nei mercati finanziari non credo che sia questo il momento.
Il programma del centrosinistra prevede infatti l'armonizzare al 20% delle aliquote che attualmente gravano su rendimenti di azioni e titoli di stato (12,5%) e sui conti correnti (27%). Sull'applicazione della misura premono in particolare i partiti della sinistra radicale.