Imprese in difficoltà: fondo per salvataggio e ristrutturazione. Come funziona e come fare domanda Una piccola mano per l’imprenditoria in questo periodo di
crisi arriva dal fondo per il salvataggio e la ristrutturazione delle medie e
grandi imprese. Il fondo, messo a disposizione dal Ministero delle attività
produttive, può riguardare il salvataggio dell’impresa o la ristrutturazione
dell’impresa.
Sostegno finanziario per il salvataggio
Gli aiuti per il salvataggio consistono in un sostegno finanziario
reversibile (della durata massima di 6 mesi), finalizzato a mantenere in
attività l'impresa per il tempo necessario ad elaborare un piano di
ristrutturazione o di liquidazione.
Non possono accedere al Fondo imprese per le quali sia stata
presentata istanza giudiziale per l’accertamento dello stato di insolvenza.
L’aiuto deve essere limitato all’importo necessario per
mantenere l’impresa in attività nel periodo per il quale l’aiuto è stato
autorizzato. L’importo dell’aiuto concesso deve pertanto basarsi sul fabbisogno
di liquidità dell’impresa imputabile alle perdite, e non può superare i 5
milioni di euro per intervento. L’aiuto potrà essere utilizzato per i soli
fabbisogni gestionali, senza pagamento di passività strutturali.
La garanzia ha validità massima di 6 mesi. Entro 4 mesi
dall’erogazione del prestito oggetto della garanzia statale i soggetti
beneficiari dell’aiuto sono tenuti a presentare il piano di ristrutturazione o
di liquidazione dell’impresa.
In mancanza di tale adempimento, entro lo stesso
termine l’impresa dovrà confermare l’impegno contrattuale di restituire il
prestito garantito alla scadenza.
Sostegno finanziario per la ristrutturazione
Gli aiuti per la ristrutturazione sono concessi a fronte
della presentazione di un piano industriale – della durata massima di 36 mesi –
finalizzato a ripristinare entro lo stesso termine la redditività a lungo
termine dell'impresa. Non possono
accedere al Fondo imprese in stato di insolvenza.
Il piano di ristrutturazione può riguardare tre tipi di
intervento:
- la
riorganizzazione e la razionalizzazione delle attività aziendali su una base di
maggiore efficacia, che implica, in genere, l'abbandono delle attività non più
redditizie
- la ristrutturazione delle attività che possono essere
riportate a livelli competitivi
- la diversificazione verso nuove attività redditizie.
Il piano deve essere corredato da tutte le informazioni
utili, tra le quali in particolare l'analisi del mercato di riferimento
dell'impresa in difficoltà e il piano di ristrutturazione dei debiti. Deve
inoltre prevedere l’abbandono delle attività che, anche dopo la
ristrutturazione, resterebbero strutturalmente deficitarie.
La ristrutturazione deve essere accompagnata da una
ristrutturazione finanziaria (apporto di capitali, riduzione
dell'indebitamento) che preveda il contributo dei beneficiari in misura di
almeno il 40% del costo totale della ristrutturazione nel caso di medie imprese
e di almeno il 50% nel caso di grandi imprese.
Attenzione: in entrambi i casi l'aiuto viene erogato
sotto forma di garanzia di natura solidale (ai sensi dell'art. 1944 del codice
civile), su finanziamenti bancari contratti dall’impresa.
Da ricordare: potranno accedere agli aiuti le imprese
in difficoltà organizzate in forma di società di capitali che rientrino
nella definizione di media impresa e grande impresa, non siano operanti
nei settori del carbone, dell’acciaio, della pesca, dell’acquacoltura e del
settore agricolo, e soprattutto per le quali non siano state presentate istanze
giudiziali per l’accertamento dello stato di insolvenza. La domanda
Le domande devono essere inviate a Invitalia, la quale, verificata la
completezze e correttezza della documentazione presentata, le trasmette
all’esame del Comitato di valutazione tecnica. Il Comitato esprime il proprio
parere ai fini della successiva concessione dell’aiuto di Stato o della
notifica dello stesso alla Commissione europea, nel caso di aiuti a grandi
imprese. La presentazione delle domande potrà avvenire fino a esaurimento delle
risorse del Fondo.
Fonte: Ministero Sviluppo Economico
04 / 10 / 2010
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