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sabato 19 agosto 17 - 20:04








Imu e Tasi 2017. Aliquote e calcolo. Acconto entro il 16 giugno

Con Imu e Tasi scatta un nuovo periodo di tasse per i cittadini italiani. Fortunatamente le “regole del gioco” non sono cambiate, per i contribuenti sarà quindi più facile districarsi nei vari adempimenti.

CHI DEVE PAGARE. CASI PARTICOLARI

Ricordiamo che Imu e Tasi non sono dovute sull’abitazione principale e relative pertinenze. Fanno eccezione le abitazioni principali di maggior pregio, ossia di categoria A/1 (immobili signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi), per le quali l’Imu e la Tasi (se prevista dal Comune) sono ancora dovute.

I due tributi colpiscono, quindi, gli immobili abitativi a disposizione, come le seconde case e quelli affittati o sfitti. Si paga anche sugli immobili dati in uso gratuito, salvo la riduzione al 50% tra genitori e figli. Si paga anche sulle pertinenze non della prima casa o comunque non agevolabili come il secondo box. Imu e Tasi (se dovuta) si versano anche per uffici, negozi, depositi, capannoni, altri immobili commerciali e industriali e per le aree fabbricabili (conta il valore commerciale al 1° gennaio 2017).

L’Imu colpisce i terreni agricoli —che sono invece esenti da Tasi —, anche se incolti, inclusi gli orticelli. Sono esclusi i terreni agricoli, da chiunque posseduti, ubicati nei Comuni classificati come montani o di collina nella circolare ministeriale n. 9 del 14 giugno 1993 e quelli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali ubicati in qualsiasi altro Comune.

La Tasi è dovuta, per una piccola quota (dal 10% al 30%), anche dall’inquilino o comodatario, che la usano per più di sei mesi l’anno a questo titolo, salvo che non sia la casa dove dimorano e risiedono. Il proprietario dell’immobile affittato o dato in comodato paga comunque solo il 70%-90% della Tasi

ALIQUOTE E SCADENZE

Se i Comuni, non hanno ritoccato all’insù le aliquote, l’operazione acconto è semplice.

Se non è cambiato nulla nel proprio patrimonio immobiliare (né nel numero dei beni posseduti, né nella loro tipologia), basta versare il 50% di quanto pagato complessivamente l’anno scorso entro il tradizionale termine del 16 giugno, con modello F24 o bollettino postale. Il conguaglio si farà il 18 dicembre, tenendo conto delle aliquote deliberate dal comune per il 2017.

CALCOLO

Il meccanismo di calcolo è per fortuna uguale a quello dello scorso anno ed è lo stesso per Imu e Tasi. Si parte dalla rendita catastale attribuita all’immobile al 1° gennaio dell’anno che, come in passato, va rivalutata del 5%. Per trovare la rendita si può consultare il rogito o una visura catastale recente. La rendita si trova anche nel quadro RB dell’Unico o B del 730, da rivalutare del 5%. La rendita rivalutata va moltiplicata per un coefficiente a seconda della tipologia dell’immobile (vedi grafico). Per le abitazioni ancora soggette e relative pertinenze il coefficiente è 160; per gli uffici è 80 e per i negozi 55. Base imponibile dimezzata per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, per il periodo dell’anno in cui sussistono tali condizioni, da accertare da un tecnico comunale.

Dimezzata la base di calcolo anche per i fabbricati di interesse storico e artistico. Per i terreni, nei Comuni in cui sono soggetti a Imu, si considera il reddito dominicale rivalutato del 25% e moltiplicato per 135.

ALIQUOTE

L’aliquota base standard per l’Imu è il 7,6 per mille, ma il singolo Comune può aumentarla fino al 10,6 per mille, o ridurla fino al 4,6 per mille. Per gli immobili affittati a «canone concordato» nei Comuni ad alta tensione abitativa (tutti i capoluoghi di provincia e vari altri Comuni) si applica la riduzione del 25% dell’aliquota e quindi si paga il 75% dell’Imu (e della Tasi se dovuta).

Per le abitazioni principali di lusso l’aliquota base è il 4 per mille e si ha diritto a una detrazione fissa di 200 euro. L’aliquota standard nazionale della Tasi è pari all’1 per mille. Il comune può aumentarla fino al 2,5 per mille (o anche ridurla fino ad azzerarla, ad esempio per gli immobili che già pagano l’Imu) e applicare una maggiorazione dello 0,8 per mille, arrivando quindi al 3,3 per mille.

F24 O BOLLETTINI

Il versamento dell’Imu e della Tasi si effettua con il modello F24 o tramite bollettino postale. É preferibile il modello F24 perché le imposte locali si possono compensare con eventuali crediti fiscali o contributivi e con un unico modello, si può versare quanto dovuto in più Comuni e con addebito sul conto corrente.

Nel modello F24, sezione «Imu e altri tributi locali», vanno indicati: codice catastale del Comune, numero di immobili per cui si esegue il versamento, anno di imposta (2017) e importo da versare raggruppato, con codice tributo, per singola tipologia di immobile (altri fabbricati; terreni; aree fabbricabili; abitazione principale). Occorre inoltre barrare la casella «acconto». Nello spazio rateazione non si deve indicare nulla.

Il pagamento va effettuato con arrotondamento all’euro per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, o per eccesso se superiore. 11 di 13Come compilare il modello F24 o altri bollettini.

05 / 06 / 2017

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