Imu: ecco come comportarsi in caso di abitazione ceduta in uso gratuito o comproprietà Continua il nostro viaggio sulle caratteristiche della nuova Imu, l’imposta che sostituisce l’Ici sulla casa.
Uno dei “dilemmi” dei proprietari riguarda una casistica molto diffusa tra gli italiani, la concessione dell’abitazione in “uso gratuito” a figli, parenti o conoscenti.
Come considerare questa situazione, è prima o seconda casa? Proviamo a rispondere.
Partiamo dal presupposto che l’Imu deve essere pagata dal proprietario e da chi detiene i diritti reali sull’immobile.
Quindi in tale situazione non rientra il comodato gratuito. Allo stato attuale chi “presta” l’abitazione deve pagare l'Imu come seconda casa.
Stesso caso si verifica quando esiste una situazione di comproprietà. Se nella casa abita solo uno dei due contitolari, chi ci risiede può applicare sulla propria quota l'aliquota dello 0,4% e la detrazione di 200 euro.
L’altro comproprietario, invece, deve fare i conti con l'aliquota ordinaria dello 0,76 per cento.
CONIUGI SEPARATI
Il coniuge che si vede assegnare la casa dopo la separazione acquisisce il diritto d'abitazione e – di conseguenza – versa l'Imu come abitazione principale. Anche se la casa dovesse essere in comproprietà o interamente dell'altro coniuge.
09 / 05 / 2012
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