Italiani a tavola: niente crisi per la pasta La pasta non conosce crisi: resta l'alimento principe della tavola italiana. Ma è anche un fiore all'occhiello del made in Italy se un piatto di pasta su quattro nel mondo è prodotto in Italia.
I dati diffusi dalla Cia, la confederazione italiana degli agricoltori, dicono che lo scorso anno c'è stato un aumento di vendite di pasta circa il 2% rispetto all`anno precedente, mentre nel primo semestre del 2009 la crescita si è attestata tra l`1,5 e il 2%. Solo nel 2008, in Italia si sono prodotte 3,1 tonnellate di pasta (per un fatturato complessivo di 4,7 miliardi di euro), prima di Stati Uniti con 2 milioni di tonnellate e Brasile con 1,5 milioni.
Questo vuol dire che l`Italia copre circa il 26% della produzione mondiale di pasta e il 75% di quella europea: un piatto di pasta su quattro mangiato nel mondo e tre su quattro nell`Ue è "made in Italy". Se infatti in Italia si consumano 1,5 milioni di tonnellate (per un valore che di oltre 2,8 miliardi di euro) è all'estero che si registra il vero boom.
La richiesta di pasta "made in Italy" è infatti in continua crescita, con esportazioni per 1,6 miliardi di euro. La Germania ha strappato agli Stati Uniti il primato di paese importatore di pasta italiana con il 16,2% contro il 14,9% statunitense.
E' chiaro, dunque, che gli aumenti dei prezzi del grano non sono riusciti ad allontanare un buon piatto di pasta dalle nostre tavole. I nostri connazionali consumano spaghetti, rigatoni&co, tre volte di più di statunitensi, greci o francesi, cinque volte di più di tedeschi e spagnoli.
Ogni anno un italiano mangia oltre 26 chili di pasta (il 37% a Nord, il 23 al Centro e il 40 al Sud). A seguire, ma ben distanziati, i venezuelani (12,9 chili pro-capite), i tunisini (11,7 chili pro-capite), i greci (10,4 chili pro-capite) e gli svizzeri (9,7 chili pro-capite).
Al primo posto per consumi si classifica la pasta di semola con una percentuale dell`82% del mercato. Seguono la pasta fresca ripiena (5%), la pasta all`uovo secca (5%), la pasta fresca confezionata (3%), gli gnocchi (3%), la pasta integrale (1%) e la pasta ripiena secca (1%).
05 / 10 / 2009
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