La nuova Imu: ecco come funziona e a chi conviene veramente. Probabile salasso per chi è in affitto Con la manovra il governo ha rimodulato la tassa sulle abitazioni.
Dal 2012 entra in vigore l'Imu (imposta municipale propria) che prenderà il posto dell'Ici.
L’aliquota applicata sarà dello 0,4% sulla prima casa e dello 0,76% sulle seconde case.
Su queste percentuali i Comuni potranno intervenire innalzandole: sulla prima casa potranno variare di 0,2 punti, mentre sulla seconda potranno variare di 0,3 punti.
In totale quindi si potrà avere una tassazione massima dello 0,6% sulle prime abitazioni, mentre sulle seconde l’imposta massima sarà dell’ 1,06%.
Altro aggravio arriva dalla rivalutazione delle rendite che potranno arrivare fino al 160% per gli immobili del gruppo A (abitazioni).
Importante: per le case locate scompare la differenza, ai fini del calcolo dell’imposta, tra i vari tipi di canone, calmierato o a libero mercato. Infine niente più sconti per il comodato d’uso gratuito: ai fini dell’imposta avranno lo stesso trattamento delle seconde case.
SCONTI
E’ bene ricordare che valgono solo per la prima casa. Oltre alla detrazione base che spetta a tutti di 200 euro, c’è un bonus di 50 euro per ciascun figlio di età inferiore ai 26 anni che dimora abitualmente e risiede anagraficamente nell’abitazione principale dei genitori.
Il bonus aggiuntivo - indipendente dal reddito del nucleo - potrà arrivare ad un massimo di 400 euro, per una detrazione totale massima, quindi, di 600 euro. Dal 2014 cambierà la detrazione base valida per tutti: non più 200, ma 170 euro.
CASE RURARI ED ESTERO
I fabbricati rurali sono equiparati alle altre abitazioni. Se costituiscono abitazione principale possono usufruire dell’aliquota del 4 per mille e delle detrazioni base e per i figli. Altrimenti sono considerati seconde case. Finora erano tutti fuori dal campo di applicazione dell’Ici.
Per gli immobili all’estero a partire dal 2012 gli italiani che posseggono case fuori dai confini nazionali dovranno pagare un’imposta dello 0,76%, quindi come le seconde case in Italia. La base imponibile sarà il valore reale degli immobili.
CHI GUADAGNA E CHI PERDE
Il vero rischio è che la nuova tassazione possa tradursi in un maggiore canone per gli inquilini.
I proprietari che affittano dovranno infatti sostenere un conto più salato sul fronte imposte e dunque potrebbero chiedere uno sforzo maggiore agli affittuari.
Il motivo risiede tutto nella cancellazione delle aliquote agevolate per chi concede le abitazioni in locazione. Dunque non ci sarà più la penalizzazione dei proprietari di immobili non affittati (quasi ovunque è prevista l'aliquota Ici del 9 per mille) perché viene introdotta l'aliquota unica dello 0,76 per cento.
Per chi tiene immobili vuoti, almeno ufficialmente, arriva infatti un premio che fa addirittura risparmiare rispetto al regime in vigore oggi.
Ma non va infatti dimenticato che l'Imu assorbe i redditi fondiari e se questo è del tutto irrilevante per le case affittate, che scontano le imposte sui redditi da locazione (Irpef o cedolare), non lo è affatto per quelle sfitte. Considerando un'aliquota Irpef del 38 per cento, con l'Imu 2012 si risparmieranno ancora un bel po' rispetto al 2011; e i risparmi crescerebbero insieme al reddito del proprietario.
E quindi facile due conti. La differenza per un proprietario che affitta l'immobile a costi ragionevoli con un canone concordato si tradurranno in un incremento vertiginoso dei costi. Solo nelle grandi città come Milano e Bologna, i proprietari si troveranno a pagare sui 900 euro in più.
Speriamo che questi incrementi non si trasferiscano su chi purtroppo è costretto a vivere in affitto.
17 / 12 / 2011
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