La scuola italiana sopravvive grazie al contributo delle famiglie degli alunni La scuola italiana ha nelle famiglie degli alunni un sovvenzionatore vitale: secondo l’ultimo rapporto del Censis dunque la scuola italiana può fornire alcuni servizi solo grazie ai contributi ‘volontari’ delle famiglie.
Nella ricerca si evidenzia come nell'anno scolastico 2009/2010 il 56,5% delle scuole italiane (dalla materna alle superiori) ha chiesto un contributo volontario alle famiglie, aggiuntivo alle tasse scolastiche e al costo della mensa del valore medio pari a 80 euro, con punte fino a 100 euro nella scuola primaria e 260 euro nei licei.
La risposta delle famiglie alle richieste economiche delle scuole sembra essere di "diffusa collaborazione". Ricordando che si tratta di contributi volontari, emerge che aderisce mediamente alla richiesta di contributo l'82,7% dei genitori.
L'ampiezza del livello di adesione appare dettato non solo dalla consuetudine, ma anche da due crescenti esigenze di segno contrapposto: quella di tamponare le carenze di materiali e strumenti per il funzionamento ordinario dell'istituzione e quella di sostenere la qualita' e varieta' dell'offerta formativa.
Questa la destinazione d'uso dei contributi: acquisto di materiali didattici (77,2% delle scuole), miglioramento di dotazioni informatiche, laboratori, palestre (58,3), ma rivestono un peso considerevole (43,1) anche le finalita' di supporto economico agli studenti piu' indigenti per assicurare la loro partecipazione alle attivita' didattico-formative. 03 / 12 / 2010
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