La scuola torna in piazza. Nuovo sciopero il 17 novembre. I temi della protesta La scuola non ci sta. I Cobas, Comitati di base della scuola, hanno convocato per il 17 novembre prossimo lo sciopero generale per l'intera giornata insieme alla Cub.
Il 17, si legge in una nota dei Cobas, è anche la giornata mondiale degli studenti ed in tutta Italia si svolgeranno manifestazioni di centinaia di migliaia di giovani delle scuole e dell'Università.
I Cobas, nella nota sottolinea che «l'agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania e con la 'letteraccià portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale».
«Nel documento sono condensati tutti i desideri di quel liberismo incontinente che ha provocato in Europa e nel mondo la crisi economica e finanziaria. - affermano i Cobas - Vi sono contenuti: la massima libertà di licenziamento nel lavoro privato e in quello pubblico; la deportazione coatta di dipendenti pubblici e l'introduzione per essi della Cassa Integrazione; la cancellazione dei contratti nazionali e dei restanti diritti del lavoro e sindacali; l'ulteriore scempio del sistema pensionistico; l'annullamento del risultato referendario su acqua e servizi pubblici; la svendita del patrimonio collettivo (demanio, beni culturali e ambientali); fino alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole basati sui grotteschi quiz Invalsi».
«La sedicente opposizione parlamentare - proseguono i Cobas - ha risposto con flebili proteste solo sui licenziamenti facili: ma di fatto non si oppone all'intero impianto anti-sociale, accettando che a pagare siano sempre e soltanto i settori sociali più deboli e indifesi». «Il 10% degli italiani/e possiede circa il 55% della ricchezza nazionale. - affermano ancora - Si calcola che il patrimonio di questa classe di super-ricchi ammonti a circa 5000 miliardi di euro. Una tassa patrimoniale anche solo di un misero 1% metterebbe a disposizione 50 miliardi di euro l'anno».
«Autorevoli esperti stimano tra i 300 e i 400 miliardi di euro l'evasione fiscale annua. I mezzi per combatterla sono realizzabili in tempi rapidi. - proseguono i Cobas - Basterebbe recuperarne anche solo il 20% per avere a disposizione circa 70 miliardi annui.
La corruzione all'interno delle istituzionali pubbliche, esercitata da migliaia di consorterie e clientele para-politiche, dilapida, secondo fonti istituzionali, almeno 200 miliardi annui: pure qui un recupero, con mezzi facilmente individuabili, anche solo del 20% metterebbe a disposizione 40 miliardi di euro.
Ponendo limiti alle 'pensioni d'orò si risparmierebbero decine di miliardi l'anno; e lo stesso avverrebbe con la cancellazione delle missioni di guerra, la chiusura delle basi, la drastica riduzione delle spese militari». «Basterebbero questi cinque provvedimenti per avere a disposizione oltre 200 miliardi annui in più, non solo per ripianare il bilancio pubblico senza massacri sociali, - proseguono - ma per garantire salari e pensioni soddisfacenti, un reddito sociale minimo per tutti/e, il diritto alla casa a canone sociale; per investire significativamente nella scuola e nella sanità pubblica, nei servizi sociali, nei beni comuni, nella tutela del patrimonio naturale ed artistico, nel risanamento idro-geologico, nella ricerca; per porre fine alla precarietà ed espandere l'occupazione stabile e il benessere sociale».
29 / 10 / 2011
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