Lavoro: il 2009 è stato un anno nero per tutti settori. Nell'industria persi 214mila posti Il 2009 è stato un anno 'nero' per l'occupazione, che non subiva una battuta d'arresto dal lontano 1995. Dall'agricoltura alle costruzioni, dall'industria al terziario: la perdita dei posti di lavoro, lo scorso anno, non ha risparmiato nessun settore economico.
Ma è nell'industria in senso stretto che si è verificata una vera e propria 'emorragia' di occupati: in un anno si sono persi 214mila posti (-4,3%).
Alla flessione particolarmente robusta dell'occupazione maschile (-2,0% a/a, pari a -274.000 unita') si associa quella meno accentuata, ma comunque rilevante, dell'occupazione femminile (-1,1%, pari a -105.000 unita').
A livello territoriale, la discesa dell'occupazione, contenuta allo 0,5% (-25.000 unita') nel Centro, raggiunge l'1,3% (-161.000 unita') nel Nord e il 3,0% (-194.000 unita') nel Mezzogiorno.
Il risultato negativo dell'occupazione totale tiene conto della riduzione molto accentuata della componente italiana (-527.000 unita'), controbilanciata dalla crescita, pur se con ritmi inferiori al passato, di quella straniera (+147.000 unita').
Il tasso di occupazione 15-64 anni si attesta, nella media del 2009, al 57,5% (58,7% nel 2008), con una discesa della componente femminile (al 46,4%) e soprattutto di quella maschile (al 68,6%).
Ecco, di seguito, la fotografia scattata dall'Istat comparto per comparto.
AGRICOLTURA: Segna, nel 2009, una flessione del 2,3%, pari a 21.000 unità in meno in confronto al 2008. L`occupazione agricola diminuisce sia nella componente alle dipendenze, sia in quella indipendente e, con l`eccezione del Centro, in tutto il territorio nazionale.
INDUSTRIA: Nell`industria in senso stretto gli occupati scendono in misura particolarmente significativa (-4,3%, pari a -214.000 unità), coinvolgendo sia gli indipendenti sia, soprattutto, i dipendenti. La riduzione, diffusa sull`intero territorio nazionale, interessa per circa la metà il Nord.
COSTRUZIONI: L'occupazione diminuisce dell`1,3% (-26.000 unità) a sintesi della crescita della componente indipendente e della riduzione di quella dipendente. La flessione delle costruzioni riguarda il Nord e il Mezzogiorno.
TERZIARIO: Alla riduzione degli indipendenti (-3,7%, pari a -147.000 unità), diffusa in tutto il territorio nazionale, si associa il marginale incremento dei dipendenti (+0,2%, pari a 28.000 unità) nelle regioni settentrionali e centrali.
Il complessivo calo dell`occupazione nei servizi (-0,8%) riflette in gran parte la riduzione del commercio, alberghi e ristorazione, dei trasporti, dell`istruzione e della Pubblica Amministrazione, non compensata dall`incremento dei servizi alle famiglie e sociali (attività ricreative, culturali e sportive).
24 / 03 / 2010
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