Lavoro: riforma del Governo in cinque punti. Ecco le ipotesi al vaglio Il governo ha illustrato alle parti sociali il progetto di riforma del mercato del lavoro che sarà basato su cinque linee guida: tipologie contrattuali, formazione-apprendistato, flessibilità, ammortizzatori sociali e servizi per il lavoro. Per quanto riguarda tempi e modi è il Pres. Monti a chiarire che non si procederà per decreto ma avverte che «i tempi non possono essere lunghi».
Secondo il ministro Fornero, la riforma del mercato del lavoro («una riforma ambiziosa, da fare con un largo consenso) si farà insieme alle parti sociali in tre, quattro settimane, avvalendosi del coordinamento del Governo. «Solo alla fine del confronto - ha aggiunto la Fornero - si potrà parlare di contratto unico».
E ha aggiunto: «Occorre un contratto che evolva con l'età dei lavoratori, piuttosto che contratti nazionali specifici che evolvono per tutte le età».
Il governo propone anche di riformare il sistema di ammortizzatori sociali puntando su un meccanismo con due possibilità: un sostegno per le crisi temporanee e un altro per chi perde il lavoro.
«Servono ammortizzatori che facilitino la ricollocazione dei lavoratori - ha detto Fornero -.
Per raggiungere l'obiettivo sarebbe importante un passaggio ad un sistema integrato, basato su due pilastri: uno per la riduzione temporanea dell'attività, l'altro, per il sostegno al reddito di chi abbia perso il lavoro». «Gli ammortizzatori saranno finanziati da contributi come avviene nel sistema assicurativo mentre la fiscalità generale servirà per l'assistenza», ha detto il ministro. 23 / 01 / 2012
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