Le borse aprono la settimana in rosso. A Milano giù i bancari. Sale lo spread Brutto inizio di settimana per le piazze finanziarie. Sui listini pesano le incertezze sulla situazione greca e il sempre più crescente timore di una possibile ristrutturazione del debito portoghese.
Tornano anche ad accentuarsi le tensioni sui titoli di Stato, in particolare sui bond portoghesi, i cui rendimenti sono schizzati alle stelle (i decennali rendono il 15,9%, dopo aver superato il 16%). Risale anche lo spread tra i Bund tedeschi e i Btp italiani, a 431 punti 15 minuti fa, contro i 404 della chiusura di venerdì.
Per quanto rigurada l’Italia da segnalare l’asta dei Btp, in particolare quello con scadenza a dieci anni. Il rendimento del titolo in esame ha registrato un forte calo rispetto al collocamento di fine dicembre, anche se è rimasto sopra il 6%
LE CHIUSURE Londra termina in ribasso dell'1,09% a 5.671 punti, Francoforte dell'1,04% a 6.444 punti, Parigi dell'1,60% a 3.265 punti, Zurigo dell'1,02% a 5.971 punti, Amsterdam dell'1,17% a 315 punti, Bruxelles dell'1,81% a 2.197 punti, Madrid dell'1,62% a 8.517 punti.
A Piazza Affari, il FTSE All-Share lascia sul parterre l'1,15% a 16.660 punti, il FTSE Mib l'1,21% a 15.753 punti.
LE STORIE A MILANO
Giornata di vendite sulle banche. Male B.P.Milano (-5,92%) e B.Popolare (-5,49%) e B.Mps (-4,06%). Giu' pure Unicredit (-2,36%),molto volatile oggi dopo il successo dell'aumento di capitale, e Intesa Sanpaolo (-2,21%).
La storia di giornata riguarda la Galassia Ligresti: il venir meno della prospettiva dell'opa, abbandonata nella versione definitiva del salvataggio da parte di Unipol, ha affossato Premafin (-22,08% a 0,24 euro). Scivolone anche per Fonsai (-8,3% a 0,63%) alla luce di una maxi-perdita da 1,1 miliardi e di un aumento di capitale dello stesso ammontare, molto superiore ai 750 milioni indicati a fine dicembre. In linea si è mossa la Milano (-6,69% a 0,23 euro) mentre è stata più composta, ma solo inizialmente, la reazione di Unipol (-3,32% a 0,19 euro), che aveva già in parte scontato nelle scorse settimane l'impegno nell'operazione.
Tra i pochissimi segni più svettano Lottomatica e Impregilo, mentre Pirelli risale la china sul finale. Sulla parità, e dunque decisamente meglio della media dell'intero listino, le utilities Terna e Enel, che ignorano il taglio di rating di Fitch.
30 / 01 / 2012
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