Manovra: le misure che riguardano le pensioni. Ecco cosa cambia Il capitolo pensioni è il piatto forte della manovra del governo Monti. La grande novità riguarda l’introduzione del calcolo contributivo pro rata per tutti e la flessibilità.
Lo Stato non ci dice quando dobbiamo sposarci, ha detto il ministro Fornero. Introduciamo flessibilità nell'uscita, tenendo conto che l'Europa ci chiede di innalzare l'età del ritiro.
Dal 2012 l'età minima per andare in pensione sarà di 66 anni per gli uomini e di 62 per le donne.
Le donne andranno in pensione di vecchiaia nel 2018 a 66 anni (65 oltre i 12 mesi di finestra, che saranno assorbiti).
Addio anche ai 40 anni di contribuzione per l'uscita. Scatta infatti la pensione di anzianità a qualsiasi età a 42 anni + 1 mese di contributi per gli uomini e 41 anni + un mese per le donne.
Le pensioni di anzianità saranno possibili con 42 anni e 1 mese di contributi per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne.
La fascia di flessibilità per l'età pensionabile delle donne sarà tra i 63 e i 70 anni, con un sistema di incentivi e disincentivi. Chi vorrà uscire prima dovrà pagare una penale. Nel provvedimento è prevista la cancellazione del meccanismo delle finestre mobili, operativo dal gennaio scorso (12 mesi dalla maturazione dei requisiti per ricevere l'assegno, se si è dipendenti; 18 se si è autonomi).
Le pensioni non saranno più rivalutate rispetto all'inflazione eccetto quello al di sotto dei 960 euro mensili che saranno indicizzate al 100% con i proventi derivanti dall'aliquota dell'1,5% sui capitali scudati. 05 / 12 / 2011
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