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Crisi Mutui: allarme utili per i big Usa

Si iniziano a scoprire le carte: dopo gli allarmi lanciati dalle banche europee (Ubs e Northern Rock) è la volta dei big d'oltreoceano come Citigroup, Merrill Lynch e Morgan Stanley

CITIGROUP

Il colosso bancario americano ha reso noto che gli utili del terzo trimestre saranno del 60% inferiori a quelli dello stesso periodo dello scorso anno. A pesare sui conti della società sono da un lato l'esposizione al settore dei mutui subprime, dall'altro il generale deterioramento dei mercati del credito.

La banca effettuerà una svalutazione ante-imposte da 1,4 miliardi di dollari legata agli asset esposti al settore subprime e che registrerà una perdita di 1,3 milioni di dollari a causa dell'esposizione verso tale comparto.

Citigroup registrerà inoltre una perdita di 600 milioni di dollari a causa della significativa volatilità dei mercati: la situazione, secondo Citigroup, dovrebbe tornare alla normalità a partire dal quarto trimestre.

MERRILL LYNCH

La banca d'investimento ha lanciato un allarme utili, annunciando che il terzo trimestre dell'anno fiscale si chiuderà con una perdita di circa 50 centesimi per azione. Sui conti peseranno svalutazioni per circa 4,5 miliardi di dollari dovute alla crisi dei mutui subprime e al conseguente tracollo delle cartolarizzazioni del settore. Anche per Merrill Lynch è previsto un graduale miglioramento nel quarto trimestre dell'anno.

MORGAN STANLEY

Nessun allame utili (per ora) per la banca d'affari MA annuncia una vasta ristrutturazione della sua divisione mutui: l’operazione comporterà un taglio di 600 posti di lavoro nella divisioni mutui ipotecari.

Quasi tutti i tagli saranno effettuati negli Stati Uniti, dove saranno soppressi 500 posti e saranno chiusi molti uffici: le altre soppressioni avverranno in Europa, in particolare in Gran Bretagna dove la riduzione sarà di 90 posti.


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