Mutui: cambiano le scelte delle famiglie. Ora prevale il tasso fisso
Tornano di moda i mutui a tasso fisso ma crescono anche i problemi degli italiani a far fronte alle rate di quelli a tasso variabile che, alla fine del 2007, ancora rappresentavano i tre quarti dei finanziamenti concessi dalle banche per l'acquisto di un'abitazione.
A dipingere questa non rosea pagina è uno studio della Banca d'Italia che evidenzia un sensibile peggioramento della qualità del credito, soprattutto per i prestiti concessi alla fine del 2005 quando i tassi erano al minimo storico.
Secondo la Banca d'Italia a “faticare” di più sono soprattutto i giovani, gli abitanti del Mezzogiorno e gli extracomunitari.
Tra il 1998 e il 2007 i mutui concessi alle famiglie sono aumentati in Italia del 17,2% all'anno, mentre tra il 2004 e il 2007 le banche hanno erogato prestiti per oltre 60 miliardi di euro annui (quasi tutti a tasso variabile: l'80% del totale).
Ma tra il 2004 e il 2007 l'inversione di tendenza è stata brusca: i finanziamenti a tasso fisso sono passati dal 5,7% al 53,5%, mentre quelli a tasso variabile sono scesi dall'89,2% al 42,6%, mentre l'importo medio dei mutui concessi è salito da 125.700 a 138.500 euro.
Nel frattempo i tassi hanno spiccato il volo: quello medio variabile è passato dal 3,99% al 5,89%, mentre quello medio fisso è schizzato dal 5,13% al 5,87%.
Ci sono però differenze significative tra le varie categorie esaminate: per i mutui a tasso variabile ci sono circa 10 punti base di differenza tra chi ha meno di 30 anni e chi ne ha oltre 44.
A chi vive al Sud il finanziamento costa circa 20 punti base in più rispetto a un residente del Nord e 7 in più che a un cittadino del Centro, a un extracomunitario 20 in più che a un italiano.
Alla fine del 2007 il 3,5% dei mutui aveva registrato un ritardo nel pagamento di una o più rate, l'1,2% era stato classificato come incagliato, mentre lo 0,63% era passato a sofferenza.
In generale, i prestiti a tasso variabile hanno un tasso di sofferenza o ritardo nel pagamento circa doppio rispetto a quelli a tasso fisso.
Maggiori rischi per le banche vengono anche dai finanziamenti concessi a persone con meno di 30 anni (circa il 25% in più), alla clientela del Mezzogiorno (tasso pari a 2,5 volte quello registrato nei Paesi Ue) e a extracomunitari.
28 / 10 / 2008