Mutui: Dl anticrisi, tetto del 4%. Nuovi contratti ancorati a Bce
Il decreto anticrisi varato dal CdM introdurre nuove misure sui mutui prima casa (con esclusione di ville, castelli e simili) a tasso variabile, per ridurre il peso che hanno sulle famiglie italiane.
Il provvedimento distingue fra mutui in essere e mutui futuri.
MUTUI IN ESSERE
Per i mutui sulla prima casa a tasso variabile in essere, il tasso non potrà superare il 4%; se supererà tale soglia, il Governo si accollerà il debito differenziale.
L'importo delle rate, a carico del mutuatario dei mutui a tasso non fisso da corrispondere nel corso del 2009 è calcolato con riferimento al maggiore tra il 4% senza spread, spese varie o altro tipo di maggiorazione e il tasso contrattuale alla data di sottoscrizione del contratto.
La misura si applica esclusivamente a mutui sottoscritti o rinegoziati entro il 31 ottobre 2008.
Le modalità tecniche per garantire alle banche il pagamento della parte di rata a carico dello stato saranno definite con un decreto dell'Agenzia delle entrate.
MUTUI FUTURI
Per i contratti di mutuo a tasso variabile che saranno sottoscritti a partire dal 1° gennaio 2009 saranno indicizzati al tasso di rifinanziamento principale della BCE.
28 / 11 / 2008