Mutui: gli italiani tornano al tasso variabile. E’ la scelta giusta?
Nuova inversione di tendenza per la scelta dei tassi legati ai mutui: i tassi d’interesse Bce e l’Euribor sono in calo – con prospettive concrete di ulteriori ribassi – e come era prevedibile gli italiani tornano a guardare con grande interesse i mutui variabili.
A rilevarlo è il broker Mutuionline, che in un suo rapporto evidenzia come il 42,2% delle famiglie in procinto di contrarre un nuovo prestito casa nei primi tre mesi del 2009 ha richiesto il tasso variabile.
Dopo la corsa al tasso fisso la situazione sembra dunque cambiare di nuovo, anche perché scegliendo un variabile anziché un fisso si possono nell'immediato risparmiare circa 100-130 euro (10-25%, a seconda della durata del contratto) su un prestito da 100mila euro.
Ma attenzione: stipulando un nuovo mutuo al tasso variabile bisogna considere che nonostante l’economia sia “ferma” e l’Euribor e i tassi Bce scenderanno ancora (probabilmente nella prossima riunione la Banca Centrale taglierà nuovamente il costo del denaro ora all'1,25%) la ripresa è “dietro l’angolo”.
Tutti gli analisti stimano infatti una ripresa dell’economia dalla fine del 2009 o agli inizi del 2010, dunque, anche i tassi torneranno inevitabilmente a salire.
Prima regola, valutare bene: se non si vuole incorrere negli stessi errori di chi ha acceso mutui a tasso variabile vantaggiosi nel periodo 2004-2005 (quando gli Euribor erano scesi all'allora minimo storico attorno al 2%) salvo rimanere poi spiazzato dai rincari del 2007-2008, occorre dunque valutare la scelta con estrema attenzione.
17 / 04 / 2009
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