Mutui: la Bce alza i tassi. Stangata da oltre 200 euro l’anno. Ma gli interessi erano già saliti Come era nelle attese la Banca Centrale Europea ha deciso di rialzare i tassi e di portarli all'1,25%. Rialzati, rispettivamente allo 0,50% e al 2% anche il tasso sui depositi e quello marginale dallo 0,25% e dall'1,75%.
L'ultima mossa della Bce sui tassi risaliva al maggio del 2009, quando aveva abbassato dello 0,25% il tasso di rifinanziamento pronti contro termine, portandolo al minimo storico dell'1%.
Per i consumatori italiani, in particolare per il Codacons, cio' si tradurra' in una stangata di 204 euro all'anno, 17 euro al mese per le famiglie che pagano un mutuo casa a tasso variabile.
Il calcolo e' del Codacons, secondo cui "l'aumento del tasso di riferimento e il conseguente aumento del costo dei mutui metterà in difficoltà con il pagamento delle rate almeno 30.000 famiglie che attualmente riescono a onorare ancora i loro debiti. Insomma, è la fine di un periodo positivo per le famiglie che avevano contratto mutui a tasso variabile.
Il MERCATO NON ASPETTA
La mossa della Bce non è una sorpresa, anzi nel 1° trimestre dell'anno, il mercato finanziario ha già rivisto al rialzo i tassi d'interesse applicati sui mutui, muovendosi in anticipo rispetto alle decisioni della Banca Centrale Europea.
Lo spiega una ricerca condotta dall'Ufficio Studi Ubh per Tree Finance, sottolineando come l'Euribor a 3 mesi sia salito all'attuale 1,26% dall'1,03% di gennaio.
Nel periodo preso in esame, l'indagine ha anche evidenziato la ripresa dell'erogazione dei prestiti ipotecari da parte delle banche, soprattutto verso clienti prime (ossia ritenuti solvibili), anche attraverso massicce iniziative promozionali.
FISSO O VARIABILE
Per quanto riguarda la tipologia di mutuo richiesta, c'e' stato un balzo in avanti dei finanziamenti a tasso a fisso, trainati dalle prime avvisaglie di un ritocco del costo del denaro. Se i mutui a tasso fisso a fine 2010 erano il 10,2% del totale, a fine marzo sono cresciuti al 22,7%.
Di contro, sono crollate le richieste di mutui a tasso variabile con cap, passati in soli tre mesi dal 31,7% all'attuale 13,6%. E' tuttavia facile prevedere - commenta la ricerca - che nel prossimo trimestre l'erogazione di mutui cap torni a crescere sull'onda del rialzo dei tassi variabili.
Cala infine di quasi il 7% il montante medio finanziati, che passa da 135.000 euro agli attuali 126.000. Il dato conferma da un lato la riduzione dei prezzi di vendita delle abitazioni in atto sul mercato immobiliare gia' da tempo e dall'altro la tendenza degli istituti di credito a favorire una clientela maggiormente solvibile, che non necessita di forti somme da finanziare. 07 / 04 / 2011
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