Mutui: record per le sospensioni ad aprile. sospesi mutui a 15mila famiglie. In testa il Nord Tra febbraio e aprile 2010, le banche hanno sospeso mutui per 2,3 miliardi di euro ad oltre 15mila famiglie.
A fine marzo il valore dei mutui sospesi era di poco inferiore ad 1 miliardo di euro, il valore è più che raddoppiato in un mese.
La misura, informa l'Abi, è stata applicata a 15.351 contratti di mutuo, per un debito residuo di 2,3 miliardi di euro. La liquidità in più per far fronte alla crisi, ha raggiunto una quota pari a 96 milioni di euro, con un incremento del 30% rispetto all'ultima rilevazione.
Ogni famiglia, secondo i dati trimestrali del monitoraggio sulla sospensione dei mutui, avrà dunque a disposizione in media 6.800 euro in più. Nel dettaglio, la soluzione più frequente per le operazioni di sospensione ha riguardato l'intera rata (91% dei casi).
La causa più frequente che ha determinato la necessità di ricorrere a questa opportunità nelle posizioni "in bonis" (senza ritardi nei pagamenti) è stata la sospensione dal lavoro o riduzione dell'orario (Cig, mobilità ecc.). Nelle posizioni con ritardo nei pagamenti, invece, la cessazione del rapporto di lavoro subordinato.
Dal punto di vista "territoriale", il maggior numero di domande ammesse è al Nord con il 58,7%, seguono Sud e isole con il 22,2% e il Centro al 19,2%. In particolare, ricorda l'Abi, l'accordo sulla sospensione delle rate di rimborso dei mutui siglato lo scorso dicembre tra Abi e Associazioni dei consumatori, è diretto ad offrire uno strumento immediato di aiuto alle famiglie.
Le caratteristiche principali sono: sospensione per almeno 12 mesi, anche nei confronti dei clienti con ritardi nei pagamenti fino a 180 giorni consecutivi; mutui di importo fino a 150.000 euro accesi per l'acquisto, costruzione o ristrutturazione dell'abitazione principale; clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui, che hanno subito o subiscono nel biennio 2009 e 2010 eventi particolarmente negativi (morte, perdita dell'occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione).
L'iniziativa - sottolinea l'Abi - costituisce la misura minima alla quale le banche possono aderire, ferma restando la piena libertà di ciascun istituto di offrire al cliente condizioni migliori rispetto a quanto previsto dall'accordo. Ad oggi hanno offerto condizioni migliorative 172 banche, rappresentative del 64% del mercato.
Il Piano è partito il primo febbraio e i clienti potranno presentare richiesta per attivare la sospensione fino al 31 gennaio 2011, con riferimento ad eventi accaduti dal gennaio 2009 al 31 dicembre 2010.
15 / 06 / 2010
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