Mutui: settembre amaro per gli italiani
Conto salto a settembre per i consumatori italiani che hanno stipulato un mutuo: nell'ultimo mese la rata di prestito a tasso variabile per un mutuo ventennale da 100.000 euro ha registrato un rialzo medio del 3% con punte fino al 5% per i mutui a 30 anni, sulla scia della crisi dei mercati.
Tradotto in cifre, l'aumento significa in media 20 euro in più per la rata mensile di un prestito contratto nel settembre 2005, quando i tassi erano ai minimi storici del 2%. L'effetto si fa sentire di più sui mutui a 30 anni agganciati all'Euribor 3 mesi (28 euro, il 5,1% in più) e giunge invece leggermente attutito sui mutui decennali legati all'Euribor a un mese (13 euro, +1,2%).
ERA INEVITABILE: la crisi dei subprime, si fa sentire anche in Italia.
L'Euribor, il tasso interbancario al quale sono indicizzati i mutui variabili, ha infatti registrato un sensibile rialzo nelle ultime settimane: il tasso a un mese è passato dal 4,10% di fine luglio al 4,46% del 31 agosto, quello a tre mesi è salito di quasi mezzo punto percentuale, dal 4,26% al 4,74 per cento.
PROSPETTIVE: Quanto durerà questa crisi?
Allo stato attuale è veramente difficile stabilirlo: la risposta è legata a ciò che succederà nei prossimi mesi sulle piazze finanziarie. Finché non ci sarà assoluta chiarezza sulle dimensioni del fenomeno subprime i mercati sono destinati a rimanere in tensione. Dobbiamo quindi abituarci a convivere con una situazione anomala in cui i tassi a lunga scadenza (gli Irs, base di calcolo per i mutui a tasso fisso) sono sugli stessi livelli o addirittura più bassi di alcuni tassi a breve (in particolare gli Euribor a 3 e 6 mesi): un vero e proprio paradosso, legato direttamente alla turbolenza in atto sui mercati monetari, che favorisce ulteriormente chi (e ormai sono oltre il 70% degli italiani) intende orientarsi verso il fisso.
Chi invece ha contratto un mutuo a tasso variabile dovrà ancora soffrire un po’ prima di vedere alleviato il peso della rata. Prendendo sempre a esempio un prestito da 100mila euro acceso due anni fa, il rincaro complessivo medio per questi ultimi è di 120 euro al mese, o del 21,5%, con punte del 34% (145 euro) per i finanziamenti trentennali.
Il bilancio complessivo con un tasso fisso stipulato nello stesso periodo e per lo stesso importo è però ancora positivo: le rate più leggere dei primi mesi compensano il maggior esborso che si sostiene da un anno a questa parte e il risparmio medio complessivo si aggira attorno ai 440 euro. Nell'eterno confronto fisso-variabile, i conti si fanno comunque sempre alla fine