Mutui: tassi rallentano la discesa. Euribor sotto il 5%. Attesa per la decisone della Bce e Fed
I timori di recessione globale rallentano la tendenza all'attenuazione dei tassi interbancari, a riflesso delle tensioni che si sono riaccese nel settore finanziario con i nuovi crolli a catena delle Borse.
Il tasso Euribor a tre mesi, cioè quello che le banche applicano fra loro per un prestito trimestrale sul mercato interbancario dei depositi, è sceso al 4,91%, mentre il tasso a una settimana è invece salito al 3,93% dal 3,92%.
L'Euribor a un mese - che con il tre mesi fa da punto di riferimento per le fluttuazioni delle rate dei mutui a tasso variabile – è sceso al 4,58% dal 4,61%.
TASSI: TUTTI CHIEDONO UN TAGLIO
Nelle sale operative cresce l'attesa per la riunione della Fed di mercoledì 29 ottobre e della Bce del prossimo 6 novembre: le Banche Centrali dovrebbero tagliare ulteriormente il costo del denaro.
Per la Fed si parla di una “sforbiciata” tra 50 e 75 punti base: con uun taglio di 50 pb il costo del denaro scenderebbe a livelli che non si vedevano dal 2004, mentre con una riduzione di 75 punti base, il costo del denaro scenderebbe ai minimi dal 1980, l'anno in cui la Banca centrale americana iniziò a decidere sull'andamento dei tassi.
Una mossa del genere però, potrebbe risultare rischiosa: se i listini non dovessero reagire ad un taglio così vigoroso (tassi allo 0,75%) la Fed si ritroverebbe con le armi spuntate.
Discorso diverso per la Bce: i tassi nell’area euro sono ancora elevati (4,75%), dunque per il Direttivo ci sarebbe ancora un largo margine d’azione.
A sostenere la causa del taglio ci sarebbe anche il raffreddamento delle tensioni inflazionistiche che potrebbe far presuppore un taglio “vigoroso” dei tassi, 50 punti base.
Difficile però che il Board Bce voti per un taglio così deciso: prepariamoci dunque ad una leggera limatura (-25 pb.)
27 / 10 / 2008