Pensioni: aumenta la spesa complessiva ma oltre il 45% percepisce meno di 500 euro Cresce la spesa complessiva per il pagamento delle pensioni in Italia ma quasi la metà dei pensionati percepisce una pensione inferiore a 500 euro mensili.
I dati arrivano dall’Istat che secondo i sui rilevamenti annuali sui trattamenti pensionistici e sui loro beneficiari, evidenzia come nel 2007 l'importo complessivo annuo delle prestazioni pensionistiche previdenziali e assistenziali erogate in Italia è di 232.976 milioni di euro, pari al 15,17% del prodotto interno lordo (+0,06 punti percentuali rispetto al valore dell'indicatore calcolato per il 2006).
La spesa complessiva aumenta così del 4,2% rispetto al 2006.
Con riferimento alla tipologia di pensione, si osserva che le pensioni di invalidità, vecchiaia e superstiti (Ivs) sono 18,6 milioni, con una spesa complessiva di 210.259 milioni di euro (90,2% del totale) ed un importo medio annuo di 11.279 euro.
Il 50,2% dei trattamenti pensionistici, in particolare, è rappresentato da pensioni di vecchiaia o anzianità, per una spesa pari a 162.156 milioni di euro (69,6% del totale) ed un importo medio annuo di 13.626 euro; il 20,7% riguarda pensioni ai superstiti (15,2% in termini di spesa) e il 7,7% si riferisce ad assegni ordinari di invalidità o a pensioni di inabilità, che assorbono il 5,5% della spesa destinata al complesso delle pensioni.
Le pensioni assistenziali rappresentano la seconda tipologia di prestazioni pensionistiche in termini di spesa erogata. Nel 2007 questa è pari a 18.461 milioni di euro (7,9% del totale) e riguarda 4,1 milioni di prestazioni, con un importo medio annuo di 4.500 euro.
Di tali prestazioni la quota più elevata rispetto al totale delle pensioni erogate, in termini sia di numero sia di spesa (rispettivamente 12,5% e 5,7%), si registra per le pensioni di invalidità civile e le indennità di accompagnamento ad esse associate.
Per le pensioni indennitarie, infine, con 4.256 milioni di euro di spesa complessiva (1,8% del totale), si rilevano 976 mila trattamenti di importo medio pari a 4.357 euro.
Rispetto al 2006, il maggiore incremento della spesa complessiva annua si registra per le pensioni di invalidità civile (+6,0%); tale crescita è dovuta all'aumento del numero delle prestazioni più che alla variazione del loro importo medio; per quanto riguarda la spesa per pensioni di vecchiaia l'incremento è pari al 5,2%.
Più contenuto l'aumento della spesa per le pensioni e assegni sociali (+3,3%), per le pensioni ai superstiti (+2,8%) e per le prestazioni indennitarie (+0,3%).
Risulta in diminuzione, invece, la spesa per pensioni di invalidità e assegni ordinari di invalidità (-3,8%) e per pensioni di guerra (-1,5%).
Nelle regioni settentrionali si concentra la maggior parte delle prestazioni pensionistiche, dei relativi titolari e della spesa erogata (rispettivamente 48,1%, 48,5% e 50,9%); nelle regioni meridionali risiedono il 31,4% delle pensioni erogate e il 31,3% dei pensionati, a fronte di una spesa che raggiunge il 27,6% del valore complessivo; le regioni centrali, infine, detengono quote inferiori, pari al 20,5% in termini di numero di trattamenti (20,1% se si guarda ai pensionati) e al 21,5% in termini di spesa erogata.
La quota maggiore di beneficiari di trattamenti pensionistici è naturalmente collocata nella parte alta della piramide delle età. Il 69,4% dei pensionati ha più di 64 anni.
Una quota abbastanza consistente è costituita dai percettori appartenenti alla classe di età immediatamente inferiore a quella normalmente individuata come soglia della vecchiaia: il 27,1% dei pensionati ha infatti un'età compresa tra 40 e 64 anni e il 3,6% ha meno di 40 anni.
La distribuzione delle pensioni per classe di importo mensile delle prestazioni presenta frequenze maggiori nelle classi di importo meno elevato: il 46,7% delle pensioni ha infatti importi mensili inferiori a 500 euro e il 26,4% ha importi mensili compresi tra 500 e mille euro.
Un ulteriore 13,2 per cento di pensioni vigenti al 31 dicembre 2007 presenta importi compresi tra 1.000 e 1.500 euro mensili, mentre per il 6,9% dei trattamenti si rilevano importi tra 1.500 e 2.000 euro.
Il restante 6,7% ha infine importi mensili superiori a 2.000 euro. La distribuzione dei pensionati secondo la classe di importo medio mensile dei loro redditi pensionistici presenta, invece, i maggiori pesi relativi nella classe immediatamente superiore a quella più rilevante nella distribuzione delle pensioni, a causa della possibilità di cumulo di più trattamenti.
Il gruppo più numeroso di pensionati (4,8 milioni di individui, il 28,8% del totale) riceve quindi una o più prestazioni per un importo medio totale mensile compreso tra 500 e 1.000 euro.
Il secondo gruppo per numerosità (4,0 milioni di pensionati, pari al 23,6% del totale) ottiene pensioni comprese tra 1.000 e 1.500 euro mensili.
Un ulteriore 22,2% di beneficiari percepisce meno di 500 euro mensili e il restante 25,5% riceve pensioni di importo mensile superiore a 1.500 euro (13,6% nel caso delle pensioni).
Le due distribuzioni per maschi e femmine mostrano differenze consistenti: gli uomini presentano quote più elevate nelle classi di importo mensile più alto; le donne in quelle di importo più basso.
17 / 03 / 2009
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