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Pensioni: da gennaio scatta la rivalutazione al costo della vita. Ecco come funziona

Da gennaio 2009 le pensioni sono perequate all’aumentato costo della vita e come da recente sentenza della Corte Costituzionale per il calcolo sarà utilizzato l'indice Istat e non quello specifico delle famiglie dei pensionati, più vicino alle proprie esigenze di consumo.

  • COME FUNZIONA

Non si tratta di un aumento dell’importo delle pensioni ma del recupero del potere di acquisto perso dalle pensioni negli ultimi mesi: il parziale adeguamento all’aumentato costo della vita agisce sull’importo lordo delle pensioni.

L’aumento sarà decurtato dall’IRPEF e dalle addizionali regionali e comunali per cui l’adeguamento dell’importo netto della pensione (quota spendibile) risulterà ulteriormente regressivo.

La percentuale di perequazione, con effetto dal 1° gennaio 2009, è determinata rapportando l’indice medio del costo della vita relativo all’anno 2008 con l’analogo indice relativo all’anno 2007.

L’aumento del costo della vita è calcolato dall’ISTAT sulla base di un “paniere” calibrato sui consumi medi delle famigli degli operai e degli impiegati (FOI).

Per consentire agli Istituti previdenziali di determinare, fin dal mese di gennaio, gli importi delle pensioni perequati all’aumentato costo della vita, la percentuale di perequazione viene determinata sulla base degli indici disponibili fino al mese di settembre.

Pertanto, non si tratta della percentuale relativa all’inflazione programmata ma di una percentuale “previsionale” attribuendo ai mesi di ottobre, novembre e dicembre lo stesso indice calcolato per il mese di settembre aumentato dello stesso aumento percentuale dello analogo indice dell’anno precedente.

Sulla base di tali numeri la perequazione automatica con effetto dal 1° gennaio 2009 sarà (salvo eventuali correttivi sulla base dell’uso dei decimali) del 3,4 per cento.

Qualora gli indici reali del costo vita relativi ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2008 risultassero superiori a quelli attribuiti provvisoriamente, la regolarizzazione sarà effettuata con la pensione di gennaio 2010.

Prima di attribuire la perequazione con effetto dal 1° gennaio 2009, gli importi delle pensioni che hanno avuto decorrenza prima del 1° gennaio 2008, e che hanno avuto la perequazione provvisoria dell’1,6 per cento da gennaio 2008, devono essere regolarizzati rispetto all’aliquota effettiva dell’1,7 (con i corrispondenti arretrati per l’anno 2008).

  • GLI IMPORTI

L’aliquota intera (pari al 3,4 per cento) si applica fino all’importo di pensione corrispondente a 5 volte l’importo del trattamento minimo (quindi, fino a euro 2.217,80 al mese corrispondenti a euro 28.831,40 su base annua).

Per la quota di pensione eccedente tale limite l’aliquota è ridotta al 75 per cento e risulta pari a [(3,4x75):100]=2,55per cento.

Se l’aliquota provvisoria del 3,4 per cento sarà confermata, dal 1° gennaio 2009 l’importo del trattamento minimo sarà di euro 458,64 al mese (corrispondente a 5.962,33 su base annua).

Una pensione d’importo lordo pari a euro 1.500 al mese passerà all’importo lordo di euro 1.551 (+3,4 per cento).

Se non sarà eliminato il “drenaggio fiscale”, l’importo netto (senza tenere conto dell’addizionale regionale e comunale) passerà da euro 1.226,85 a euro 1.262,46 al mese, con un incremento del 2,90 per cento, se il pensionato non ha familiari a carico e da euro 1.279,91 a euro 1.315,54 al mese, con un incremento del 2,70 per cento, se il pensionato ha ilconiuge a carico.

19 / 01 / 2009





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