Pensioni: dal 2010 le donne del pubblico impiego ci andranno a 61 anni Le donne del pubblico impiego saranno equiparate agli uomini nel 2018 per quanto riguarda l'età pensionabile di vecchiaia e in particolare, a partire già dal 2010 inizierà l'aumento dell'età pensionabile di vecchiaia di un anno ogni due anni.
In sostanza a partire dal 2010 le donne del pubblico impiego andranno in pensione a 61 anni e nel 2018 si raggiungerà l'equiparazione dell'eta' pensionabile di vecchiaia con gli uomini.
COME FUNZIONA
- Dal 1 gennaio 2010 al 31 dicembre 2011 le pubbliche dipendenti potranno essere pensionate a 61 anni
- Dal 1 gennaio 2012 al 31 dicembre 2013, si passa a 62 anni
- Dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2015 ci vorranno 63 anni
- Dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2017 saranno necessari 64 anni
- Dal 1 gennaio 2018, si va in pensione di vecchiaia a 65 anni, come gli uomini.
L’Inpdap ha calcolato anche quante dovrebbero essere le dipendenti pubbliche interessate: 3.500 nel 2010, 4.700 nel 2011, e 6mila l’anno a partire dal 2013.
I nuovi requisiti non si applicano alle lavoratrici che al 31 dicembre di quest’anno hanno già maturato il diritto alla pensione di vecchiaia: le amministrazioni di competenza certificheranno il diritto acquisito.
Così nel 2018, secondo le simulazioni Inpdap, ci sarebbero oltre 30mila pensioni in meno, mentre il risparmio di spesa previdenziale cumulato fra il 2010 e il 2018 sarebbe pari a 2,429 miliardi di euro.
I risparmi confluiranno in un fondo istituito presso la Presidenza del Consiglio, e serviranno a finanziare politiche sociali e familiari.
17 / 07 / 2009
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