Pensioni: lavoreremo tre mesi in più. Donne in pensione più tardi. Ecco tutte le novità "Finestra a scorrimento" per le pensioni di vecchiaia e anzianità. É quanto prevede la manovra approvata dal Consiglio dei ministri che a partire dal 2011 sposta da nove a un anno per i dipendenti pubblici e da 15 a 18 mesi per gli autonomi i tempi per andare in pensione.
Di fatto si andrà in pensione tre mesi più tardi. Per le pensioni non è previsto nessun intervento strutturale che riguardi requisiti, età, quote.
E` quindi prevista a decorrere dal 2011 una diversa decorrenza dei trattamenti previdenziali una volta maturato il diritto secondo i requisiti vigenti. In luogo delle attuali cosiddette "finestre" fisse è stabilita l`introduzione di una cosiddetta "finestra mobile" o "a scorrimento" che prevede la decorrenza del pensionamento di anzianità o di vecchiaia dodici mesi (contro gli attuali nove per effetto del sistema di finestre vigente) dopo la maturazione dei requisiti vigenti nel caso dei lavoratori dipendenti pubblici e privati o diciotto mesi (contro i 15 attuali) dopo la maturazione dei requisiti vigenti nel caso dei lavoratori autonomi.
I trattamenti pensionistici decorrono dal primo giorno del mese successivo alla scadenza dei termini del nuovo sistema di decorrenze. L`effetto concreto della misura va riguardato nel confronto con l`attuale sistema delle finestre.
Il sistema attuale, per i lavoratori dipendenti con anzianità inferiore ai 40 anni, determina un ritardo medio del pensionamento di anzianità dalla maturazione dei requisiti di circa nove mesi.
Il nuovo sistema determina un ritardo medio di circa dodici mesi. L`effetto netto è di un maggior ritardo nel pensionamento di circa tre mesi. Per gli autonomi, con meno di 40 anni di anzianità, il ritardo medio cresce anche in questo caso di tre mesi, dagli attuali quindici ai diciotto.
La finestra mobile, in realtà, determina una maggiore equità rispetto alla possibile fissazione di una sola finestra fissa, perché in quest`ultima ipotesi la decorrenza effettiva sarebbe stata, in termini di ritardo rispetto alla maturazione dei requisiti, diversa da lavoratore a lavoratore, come, del resto, accade nel sistema attuale.
La finestra mobile invece produce un effetto di parificazione per tutti della decorrenza effettiva del pensionamento, una volta maturati i requisiti. Resta in vigore il sistema vigente per le seguenti categorie di lavoratori: per coloro che hanno in corso il periodo di preavviso alla data del 30 giugno 2010 e che maturano i requisiti entro la data di cessazione del rapporto di lavoro; lavoratori che maturano i requisiti per il pensionamento di vecchiaia e di anzianità entro il 30 giugno 2010; lavoratori in mobilità.
DONNE IN PENSIONE PIU’ TARDI
Donne in pensione più tardi nel pubblico impiego già da quest'anno. La manovra prevede un innalzamento dell'età pensionabile di un anno a decorrere dal primo gennaio 2010 per le dipendenti che hanno compiuto i 60 anni. L'innalzamento sarà poi progressivo fino ad arrivare a 65 anni necessari per andare in pensione.
Tali requisiti anagrafici sono ulteriormente incrementati di un anno, a decorrere dal primo luglio 2011, nonchè di un ulteriore anno per ogni diciotto mesi successivi, fino al raggiungimento dell'età di sessantacinque anni.
26 / 05 / 2010
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