Pensioni: nel nord Italia i pensionati più ‘ricchi’. Aumenta il divario uomo donna La spesa per le pensioni nel 2009, senza considerare le indennita' di accompagnamento agli invalidi civili, si e' attestata intorno ai 173 miliardi di euro, con un aumento del 3% rispetto al 2008 e un'incidenza sul Pil dell'11,32%. E' quanto emerge dal rapporto annuale dell'Inps.
In particolare, 160.361 milioni si riferiscono alle rate di pensioni a carico delle gestioni previdenziali e 12.766 milioni appartengono alle pensioni erogate per conto dello Stato. In totale 173.127 milioni a fronte dei 168.056 milioni registrati nel 2008.
In aumento le prestazioni erogate agli invalidi civili che mostrano un andamento in crescita nell'ultimo quinquennio e registrano nel 2009 un aumento del 4,5% rispetto al 2008, con oltre 2 milioni 600 mila trattamenti, per una spesa complessiva pari a 16.000 milioni di euro (+4,9%).
La spesa pensionistica ha inciso sul Pil per il 10,49% lo scorso anno (contro il 9,89% del 2008). Se si considera la spesa pensionistica complessiva, compresa quella erogata per conto dello stato (esclusa la spesa relativa all'erogazione delle indennita' di accompagnamento agli invalidi civili), l'incidenza sul Pil sale all'11,32% a fronte del 10,69% dell'anno precedente.
In totale i titolari di almeno una prestazione erogata dall'Inps sono risultati lo scorso anno 13.905.996, con un numero di pensioni pro-capite pari a 1,3. Sebbene la quota di donne sia pari al 54%, gli uomini percepiscono il 56% dei redditi pensionistici, a causa del maggiore importo medio dei trattamenti erogati (15.204 euro rispetto ai 9.859 euro medi delle donne).
Il 74% dei soggetti percepisce una sola pensione e la quota dei beneficiari che cumulano due o piu' pensioni e' del 26% (il 21% ne cumula due e il 5% e' titolare di almeno tre pensioni).
Nelle regioni settentrionali si concentra la maggior parte dei titolari di prestazioni pensionistiche (49,6%), con reddito pensionistico medio superiore a quello nazionale del 12,1%, mentre in quelle meridionali risiede il 30,8% dei pensionati con redditi medi inferiori a quello nazionale. Il 74% dei pensionati ha piu' di 64 anni e il 14% risiede nella classe di eta' immediatamente inferiore (60- 64 anni). Il 9% e' rappresentato da soggetti di eta' compresa tra 40 e 59 anni e il 3% ha meno di 40 anni.
Rilevanti differenze si notano negli importi percepiti da uomini e donne: il 62% delle pensioni femminili presenta importi inferiori ai 500 euro mensili, a fronte di un 36% di quelle maschili. Dai 500 a 1.000 euro mensili, prevalgono con uno scostamento del 5% le pensioni rivolte alle donne.
Nelle classi di importo piu' elevato, invece, le pensioni maschili presentano pesi percentuali nettamente piu' significativi: il 19% tra i 1.000 e i 1.500 euro annui (contro il 5% femminile) e il 10% con importi superiori ai 1.500 euro mensili (rispetto all'1%).
Nel complesso, comunque, si osserva che piu' del 50% delle pensioni erogate dall'Inps appartiene alla classe piu' bassa, con importi inferiori ai 500 euro lordi mensili, mentre e' pari all'80% la quota di pensioni con importi al di sotto dei 1.000 euro lordi mensili.
Lo scorso anno sono risultate circa 697.000 le nuove pensioni accolte e liquidate mentre il numero complessivo delle pensioni vigenti a fine anno e' pari a circa 16 milioni (-0,26% rispetto al 2008), senza contare i trattamenti agli invalidi civili. Oltre 10 milioni sono le pensioni ai lavoratori dipendenti (-0,9% rispetto al 2008), piu' di 4 milioni quelle ai lavoratori autonomi (+1,2%) e oltre 200.000 le prestazioni per i lavoratori iscritti alla Gestione separata (+27,7%). Il numero delle pensioni che ricevono integrazioni dell'importo per raggiungere il minimo previsto dalla legge supera i 4 milioni; di queste l'80% viene erogato a beneficiari donne.
27 / 04 / 2010
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