Petrolio: bolletta in crescita. Revocato lo sciopero dei benzinai
Settimana di tregua per le quotazioni dell’oro nero scese sotto quota 80 dollari al barile: gli andamenti del greggio hanno beneficiato del dato sulle scorte Usa che ha segnato, per quanto riguarda i prodotti dei distillati (che comprendono il gasolio da riscaldamento), un calo contro le previsioni degli analisti.
PREOCCUPAZIONI PER L’ITALIA
Notizie negative per la bolletta petrolifera italiana, che secondo le stime del presidente dell'Unione petrolifera Pasquale De Vita, è destinata certamente a crescere con gli attuali livello di prezzo del barile. "Certamente crescerà - ha detto De Vita - ma aspettiamo che si stabilizzi il barile: fortunatamente abbiamo l'euro alto che, ad esempio, sulla benzina ci ha fatto risparmiare finora un centesimo e mezzo su un litro".
PER IL QATAR IL PREZZO GIUSTO E’ 125 DOLLARI
Non sembra preoccuparsi del prezzo del greggio il Qatar (Paese produttore): secondo il primo misistro infatti il prezzo adeguato dell’oro nero sarebbe a quota 125 dollari al barile se si tenesse conto dell'aggiustamento delle quotazioni in base all'andamento dell'inflazione a partire dagli anni '70.
Teoria questa ribadita già nelle scorse settimane dall’autorevole Wall Street Journal: il giornale aveva scritto che l'economia americana e quella mondiale potevano convivere, senza gravi recessioni, con un prezzo del greggio sopra i 100 dollari al barile
BENZINAI: STOP ALLO SCIOPERO
Buone notizie per gli automobilisti: i distributori di benzina hanno infatti deciso di sospendere lo sciopero proclamato per il 10,11 e 12 ottobre prossimi. A renderlo noto è una nota di Fegica-Cisl e Figisc Anisa- Confcommercio che avevano proclamato la serrata contro il ddl Bersani sulle liberalizzazioni della rete di distribuzione carburanti. Secondo le tre sigle infatti il governo avrebbe "offerto carta bianca ai petrolieri in cambio dell’apertura alla Grande distribuzione".