Petrolio: vola il prezzo dell’oro nero a Wall Street
Il prezzo del petrolio schizza al nuovo massimo storico dopo la diffusione a New York del dato relativo alle scorte di greggio Usa, che hanno evidenziato un calo superiore alle previsioni. Il Light crude supera la quota di 79 dollari, superando il precedente record di 78,77 dollari dello scorso primo agosto.
Il nuovo record viene raggiunto nonostante ieri l'Opec abbia deciso di aumentare la produzione di 500 mila barili al giorno, a partire dal prossimo primo novembre. Secondo i trader, con questa mossa, il cartello dei paesi produttori di greggio (Opec) non è riuscito a rassicurare i mercati sulla disponibilità del petrolio durante la stagione invernale.
Scorte settimanali petrolio
Scendono più del previsto le scorte settimanali Usa di petrolio, mentre tengono quelle di benzina. Lo rivelano i dati dell'ufficio informazioni del dipartimento all'Energia, secondo il quale le scorte di greggio scendono di 7 milioni di barili a 322,6 milioni di barili, contro un atteso calo di 2,4 milioni di barili. Le scorte di benzina invece arretrano di 700 mila barili a 190,4 milioni di barili, in linea con le attese. In calo anche quelle di prodotto distillati di 1,8 milioni di barili a 134 milioni di barili, in linea con le previsioni.
Aie rivede in calo domanda mondiale
L'Agenzia internazionale per l'energia (Aie) ha rivisto in lieve ribasso le stime sui consumi mondiali di greggio per il 2007 e il 2008, rispettivamente a 85,9 milioni di barili/giorno da 86 mbg (mbg) e a 88 da 88,2 mbg. Livelli, precisa nel rapporto mensile, che potrebbero essere rivisti in ulteriore calo una volta conosciuti meglio gli effetti sull'economia della crisi dei "subprime".
Dietro la correzione al ribasso dei consumi mondiali di petrolio attesi per quest'anno ci sono il clima mite e il contributo delle energie alternative. L'Aie, circa la crisi finanziaria innescata dai mutui Usa a rischio, ribadisce che gli effetti "devono ancora essere valutati" attentamente considerato che, al momento, l'impatto "è molto dubbio". Comunque sia, continua, "è probabile che le condizioni del credito negli Usa e in altri Paesi sviluppati si restringano" e questo "potrebbe incidere ulteriormente sulla previsione per il 2008".