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Pil italiano: cresciamo meno dell’Europa Brutte notizie per i nostri conti pubblici: il nostro Pil secondo i dati definitivi rilasciati dall’Istat
cresce più di quanto inizialmente stimato, ma il +0,3% messo a segno nel primo trimestre non basta al nostro Paese per riguadagnare posizioni nel confronto con Eurolandia.
La crescita italiana procede al rallentatore se comparata con la media dei paesi dell’eurolandia che nel primo trimestre 2007 sono cresciuti dello 0,6% (esattamente il doppio dell'Italia).
Anche nel confronto con il primo trimestre del 2006, il +2,3% italiano si raffronta con il 3% della media di Eurolandia.
Una brutta frenata per la nostra economia; sinceramente speravo in un prolungamento dell’onda positiva che aveva caratterizzato gli ultimi tre mesi del 2006 dove avevamo registrato una crescita pari all’+1,1% (dato tendenziale: +2,8%), considerando poi che i primi tre mesi di
quest'anno hanno avuto tre giorni lavorativi in più rispetto al trimestre precedente mi auguravo un dato migliore.
Analizzando i singoli settori, si rilevano andamenti congiunturali positivi del valore aggiunto per il settore agricolo (+3,6%), per le costruzioni (+1%), per il settore del credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi professionali (+0,7%), per il settore che raggruppa le attività del commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni (+0,4%) e per gli altri servizi (+0,3%). L'industria in senso stretto ha subito una contrazione dello 0,9%. In termini tendenziali, il valore aggiunto dell'agricoltura è cresciuto del 3,9%, quello delle costruzioni del 3,3%, quello dei servizi del 2,5% e quello dell'industria in senso stretto dell'1,3%.
16 luglio 2007
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