Redditi degli italiani on line: Codacons chiede risarcimento da 20 mld Il Codacons ha presentato una richiesta di risarcimento di 20 miliardi di euro al Pubblico Ministero di Roma, Franco Ionta, che ha aperto una indagine per violazione delle norme penali sulla privacy, dopo la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi degli italiani da parte dell'Agenzia delle Entrate in Internet.
La richiesta di risarcimento di 20 miliardi di euro - spiega una nota del Codacons - è da distribuirsi tra i 38 milioni di contribuenti italiani , 520 euro circa per ciascuno di essi.
Nell'istanza si chiede anche il sequestro degli elenchi da chiunque detenuti, anche attraverso l'oscuramento dei siti che ancora lo offrono in visione gratuita o a pagamento.
Secondo la nota, una copia della denuncia è stata presentata dall'associazione dei consumatori anche sulla scrivania della polizia postale e della Autorità della Privacy.
Come ribadito dal presidente del Codacons Carlo Rienzi, il Consiglio di Stato - con numerose pronunce - ha definito esattamente ciò che è lecito e ciò che non lo è nella diffusione di denunce dei redditi.
La diffusione delle denunce dei redditi sarebbero giustificate laddove si tratti di redditi di soggetti che in vario modo sono alimentati da danaro pubblico o comunque destinati a finalità pubbliche.
Secondo tale tesi sarebbe giustificata la pubblicazione – ad esempio – di tutti i redditi degli addetti e dirigenti pubblici, compresi i componenti degli organi elettivi come Comuni, Regioni, Camera e Senato.
Di dominio pubblico sarebbero anche le dichiarazioni dei dirigenti degli enti pubblici, e delle società concessionarie come la RAI , Ferrovie, Acea, Poste e di qualsiasi altro ente che eroghi un servizio pubblico universale pagato dai cittadini o con una parte dei danari dei cittadini.
Inoltre - secondo Rienzi - sono pubblicabili anche i redditi di soggetti dello spettacolo, della politica,dello sport, della società civile, la cui notorietà e rilevanza e interesse sociale faccia scattare il diritto - dovere di cronaca.
Infine – conclude la nota del presidente Rienzi - altrettanto accessibili sono le denunce dei redditi quando esse servono al cittadino per difendersi in giudizio, come ad esempio il coniuge che intende fare causa all'altro coniuge ha diritto a vederne la denuncia dei redditi ai fini di ottenere dal Giudice una giusta sentenza circa gli obblighi di mantenimento della famiglia.
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