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martedì 26 marzo 19 - 11:31






Redditometro: partono i controlli sugli ultimi 4 anni. Le spese analizzate. Come difendersi

Terminato il periodo di prova e rodaggio, entra in funzione il “famigerato” Redditometro.

Il nuovo strumento messo a punto dall’Agenzia delle Entrate è così già in grado di sfornare la prima lista dei potenziali evasori fiscali, che potrebbero ricevere l'invito dell'Agenzia a presentarsi nei suoi uffici per spiegare come hanno fatto a spendere così tanti soldi dopo aver dichiarato al Fisco così poco già nei primi giorni di settembre.

I CONTROLLI

I primi ad essere scandagliati saranno i redditi del 2009, dichiarati nel 2010. Il sistema sarà in grado di ricostruire per ciascun contribuente le spese effettuate di cui l'amministrazione fiscale ha certezza e di metterle a confronto con il reddito dichiarato in quell'anno.

E di evidenziare tutti i casi in cui la differenza è superiore al 20%, la soglia che fa scattare l'accertamento.

All'inizio gli ispettori fiscali si concentreranno sulle incongruità più evidenti, sui casi dove la differenza tra il dichiarato e la spesa accertata è più elevata. Poi pian piano i controlli saranno estesi, tanto che ne sono previsti a regime 35 mila l'anno, anche se i contribuenti onesti avranno poco da temere.

Se il redditometro evidenziasse uno scarto tra il reddito e le spese superiore al 20%, che non quadra neanche considerato il reddito familiare complessivo, che gli ispettori del Fisco dovranno comunque verificare prima di aprire la pratica, il contribuente verrebbe invitato a presentarsi negli uffici dell'Agenzia e già in questa primissima fase potrà dare le spiegazioni necessarie.

Dimostrare con prove certe, ad esempio, che la casa o l'automobile è stata acquistata con i risparmi degli anni passati, o con soldi già tassati, perché magari sono rendite finanziarie, o che è stata una donazione dei genitori. Se le prove fossero convincenti (ma devono esserci gli atti, o i bonifici o le fatture) il caso si chiuderebbe qui, senza conseguenze.

Se il Fisco dovesse invece avere ancora dei sospetti si aprirebbe una seconda fase del contraddittorio, più approfondita. In questo caso potranno essere opposte dai contribuenti anche argomentazioni logiche (e non necessariamente prove documentali) per contestare le spese presunte (per esempio l'uso dell'auto di un parente o della mensa aziendale). Se anche al termine di questa fase il Fisco mantenesse le sue pretese, ovvero di far pagare le tasse sul reddito effettivo calcolato con il redditometro, e non su quello dichiarato, si aprirebbe l'accertamento formale.

L'amministrazione dovrà quantificare il maggior reddito accertabile e la maggiore imposta da pagare, e chiedere al contribuente di aderire al pagamento delle somme richieste.

Arrivati a quel punto non restano che due strade: pagare entro quindici giorni per avere le sanzioni ridotte, oppure avviare un contenzioso, ricorrendo alla giustizia tributaria.

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19 / 08 / 2013


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